VIII Leonardo Sciascia Colloquium: «Un sogno francese fatto in Sicilia - Il Consiglio d'Egitto» - Firenze 24-25 novembre 2017

Tra le molteplici attività realizzate dall’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, il Colloquium è l’appuntamento convegnistico clou. Organizzato ogni anno in una città diversa (l’anno scorso fu Torino e ancor prima Palermo, Napoli, Milano), vi vengono approfonditi alternativamente un tema o un libro dello scrittore.

Quest’anno è stata la volta de Il Consiglio d'Egitto (Einaudi, 1963), uno dei libri più affascinanti scritti dal maestro elementare di Racalmuto e che maggiormente si presta al dibattito su tematiche di spessore etico e civile, come la pena di morte, la tortura, la giustizia, il primato del diritto, il rapporto tra impostura e verità.

 

Articolato su quattro piani di lettura – letterario, storico, politologico e giuridico – il Colloquium degli Amici di Sciascia è stato promosso – con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana – congiuntamente alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana che ha anche ospitato i lavori nella sua magnifica sede ubicata al centro di Firenze. Si è trattato di una scelta logistica per nulla casuale, tenuto conto che la Soprintendenza è il presidio che sul territorio assolve compiti di tutela degli archivi e, da poco più di un anno, anche dei manoscritti, autografi, incunaboli, e raccolte librarie. Un luogo ideale, quindi, per un convegno che ha avuto per oggetto un testo intrigante come Il Consiglio d'Egitto che si ispira alla vicenda – non ancora interamente chiarita – di un abile falsario, l’abate maltese Giuseppe Vella, nel milieu aristocratico palermitano di fine settecento.

Autorevoli studiosi italiani e francesi hanno assicurato la propria partecipazione al convegno, la cui direzione scientifica era affidata a Maria Teresa Giaveri, illustre comparatista e specialista di Paul Valéry. La data del Colloquium cadeva a ridosso dell’anniversario della morte dello scrittore siciliano (20 novembre), così come della Festa della Regione Toscana, il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte, il 30 novembre 1786, con l’emanazione del nuovo codice penale toscano firmato dal granduca Pietro Leopoldo.

I lavori del Colloquium sono stati aperti venerdì 24 novembre alle 12.00 con una Lectio magistralis dal titolo “Sciascia, il paradosso e le lucciole”, tenuta da Giuseppe Campione, geografo e Presidente della Regione Sicilia subito dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Alla ripresa pomeridiana, alle 15.00, dopo gli onori di casa della Direttrice della Soprintendenza Diana Marta Toccafondi e del Presidente degli Amici di Sciascia, Luigi Carassai, si sono aggiunti i saluti istituzionali fatti pervenire dal Vice-Sindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi e dal Presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani.

La prima sessione del convegno – “Il Consiglio d’Egitto: libertà, verità, impostura” –, coordinata dall’ex senatore radicale Gianfranco Spadaccia, ha avuto inizio alle 15 ed è stata interamente dedicata all’analisi de Il Consiglio d’Egitto nelle sue sfaccettature filologiche e fenomenologiche. Si sono succeduti gli interventi di Aldo Trione (già ordinario di estetica alla Università Federico II di Napoli) “Per una lettura fenomenologica di Sciascia”, di Lise Bossi (italianista della Sorbona, Paris IV) “La verità storica ne Il Consiglio d’Egitto, tra finzione politica e impostura letteraria”, di Carla Forno (direttrice del Centro Nazionale Studi Alfieriani) “Dal manoscritto ritrovato al luogo delle idee: artifici letterari e sogno di riforma ne Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia”. La prima sessione si è conclusa con la relazione di Alberto Petrucciani (ordinario di bibliografia e biblioteconomia all'Università di Roma “La Sapienza”) dal titolo “Don Giuseppe Vella, l’«ignorantissimo impostore maltese»: tra fonti, edizioni e biblioteche”, con proiezione di documenti relativi all’impostura del Vella.

La seconda giornata del Colloquium è stata aperta alle 9.30 di sabato 25 novembre dall’illustre politologo e giurista francese Jean Pierre Gaudin (professore di scienza politica all’Institut d’Etudes politiques di Aix-en-Provence), che ha introdotto la seconda sessione – “Les Lumières: un ideale politico per Sciascia?” –, coordinando un dibattito a cavallo tra storia, letteratura politica e diritto. Il tema è stato quello della civiltà dei Lumi e in quale misura il “secolo educatore” abbia costituito un ideale politico per Sciascia. Due studiosi palermitani, il francesista e sciascista Giovanni Saverio Santangelo [“Sciascia e l’illuminismo (in salsa giacobina)?”] e lo storico Nino Blando (“L'illuminismo senza lumi di Sciascia”) hanno messo a confronto le loro tesi con le riflessioni di Stéphane Mourlane (maître de conferences in storia contemporanea all’ESPE dell’Università Aix-Marsiglia) “L’opera di Sciascia nella letteratura italiana in Francia negli anni 1960. Alcune riflessioni sul contesto letterario e culturale”.

La terza sessione – “Sciascia e la Francia: ricerche in corso” – si è svolta tra le 14.00 e le 16.00 ed è stata coordinata da Maria Teresa Giaveri, che nella sua relazione introduttiva ha illustrato i lavori in corso nell’ambito del progetto “Sciascia e la Francia”, da lei diretto per conto degli Amici di Leonardo Sciascia. Sono quindi intervenuti Alberto Capatti (Università Statale di Milano) “Tracce di vita. Sciascia e Ambroise, la scrittura e la morte”, Giovanna Lombardo “«Grazie per la traduzione». Il carteggio tra Leonardo Sciascia e Mario Fusco”, Paola Serrati “«L’autore con autore». Sciascia-Linder: itinerari editoriali in Francia” e infine René Corona (Università di Messina) “L’atelier de traduction: Leonardo Sciascia, écoutons le cœur du poète, un cœur à traduire”.

Il Colloquium si è concluso con la quarta sessione – “La scuola legge Il Consiglio d’Egitto” – presentata da Roberta De Luca e dedicata alla presentazione dei lavori composti sul tema dagli allievi di tre licei, due italiani e uno francese. La classe IV A del Liceo Scientifico Tradizionale Gramsci-Keynes di Prato (docente Rossana Cavaliere) ha presentato un elaborato dal titolo “Il racconto della storia: un difficile equilibrio tra verità e mistificazione?”; ha fatto seguito la classe TL del Lycée Henry Wallon di Auberviller - Parigi (docente Nadia Matranga) con “Scrittura e potere: la lezione di Sciascia”; hanno concluso gli allievi della classe IV A del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Terracina (docente Roberta De Luca) con “Il Consiglio d’Egitto e le carte che servono a fare la storia”.

Devi effettuare il login per inviare commenti