Alcune settimane fa, il 29 agosto, ricorreva il centenario della nascita di Ingrid Bergman, morta nel 1982 nel giorno del suo sessantasettesimo compleanno.
   Come milioni di amanti del cinema, anche Leonardo Sciascia ne avrà apprezzato bellezza e bravura. E non si può nemmeno escludere che ne abbia anche scritto, in uno dei tanti articoli dispersi che scriveva per giornali e riviste. Di certo, in ogni caso, ha scritto di un uomo con cui l’attrice ebbe una storia d’amore, il fotoreporter Robert Capa: in una nota di Nero su nero, in cui parla di due fotografie scattate in Sicilia nell’estate del 1943. Così scrive della prima: “… un pastore, vecchio, barbuto, pesantemente vestito, indica la strada a un soldato americano.
Sappiamo che sta indicandogli la strada giusta. Al paesano, all’amico, al parente ricco comandato dal suo buon presidente a venire in Sicilia a fare una buona e giusta guerra”. Il soldato, di alta statura, è accovacciato e guarda nella direzione che il pastore, in piedi e curvato verso di lui, gli indica con il bastone che tiene in mano.
   La fotografia – una delle più famose di Capa – illustra un articolo di Valerio Castronuovo intitolato “Una repubblica priva di spirito”, comparso sulla Domenica de Il Sole 24 Ore del 30 settembre 2001, ed è accompagnata da questa didascalia: “Sicilia, estate 1943: un contadino dà informazioni a un ufficiale americano, Franklin Delano Roosevelt Jr, figlio del presidente degli Stati Uniti. Foto di Robert Capa tratta dall'Atlante storico della Resistenza italiana (Bruno Mondadori editore)".

Il capitano Bellodi, protagonista de Il giorno della civetta, non ha nome di battesimo.
   Mai, nelle pagine del libro, l’ufficiale al centro della vicenda viene chiamato per nome e cognome: ma sempre “il capitano Bellodi”, o “il capitano”, o “Bellodi”. Nell’ultima scena del racconto, ambientata a Parma, nemmeno il suo amico Brescianelli, vecchio compagno di liceo e ora medico, lo chiama per nome. In effetti, lo nomina soltanto una volta, ma per presentarlo all’amica Livia Giannelli: “Il capitano Bellodi, che ti presento…”.

“ ‘Faits divers’ sono, in francese, quelli che noi diciamo fatti di cronaca, cronache quotidiane, cronache a sfondo nero, passionali e criminali spesso, sempre di una certa stranezza e di un certo mistero.

“Intitolando ‘fatti diversi’ questa raccolta, si è voluto appunto dir parodisticamente, paradossalmente e magari parossisticamente, ‘cronache’: a render più leggera la specificazione, di crociana ascendenza, di ‘storia letteraria e civile’.

“La raccolta è la terza che io faccio di miei articoli e saggi dispersi, a tal punto dispersi che alcuni debbo all’attenzione e gentilezza di amici l’averli ritrovati. Si apre con una ‘notizia’ sulla Sicilia in cui forse mi avviene di ripetere qualcosa che ho già detto. Ma si sa che il ripetere giova: a me certamente, anche se non a tutti i lettori.

L.S.”

Queste righe costituiscono il risvolto di copertina della prima edizione di Fatti diversi di storia letteraria e civile. Pubblicato da Sellerio nel novembre 1989 nella collana “La diagonale”, è l’ultimo volume delle sue opere che Leonardo Sciascia riuscì ad avere tra le mani prima di morire.

Questa raccolta di saggi dispersi fa seguito a La corda pazza (1970) e a Cruciverba (1983), e chiude il percorso saggistico iniziato con Pirandello e la Sicilia (1961). Nel presentare Cruciverba, Sciascia aveva infatti scritto: “All’incirca ogni dieci anni mi avviene di pubblicare una raccolta di saggi. ‘Pirandello e la Sicilia’, ‘La corda pazza’; e ora questa che intitolo ‘Cruciverba’…”

Fatti diversi di storia letteraria e civile comprende ventitré saggi, dedicati agli argomenti più vari. Dal punto di vista umano, è particolarmente commovente C’era una volta il cinema, scritto dopo la visione – alla fine del luglio 1989, a Milano, dove lo scrittore si trovava per curarsi – di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Gli ultimi tre saggi – a sottolineare l’importanza che Stendhal ha avuto nella vita di Leonardo Sciascia – sono raggruppati in una sezione intitolata, quasi come un omaggio, “Stendhal for ever”.

  • Come si può essere siciliani?
  • La contea di Modica
  • Quadri come diamanti
  • Il calzolaio di Messina
  • Guastella, il barone dei villani
  • Masoch e Verga
  • D’Annunzio alla Piacente
  • Invenzione di una prefettura
  • La biblioteca di Mattia Pascal
  • Il luoghi del «Gattopardo»
  • L’Omnibus di Longanesi
  • C’era una volta il cinema
  • E come il cielo avrebbe potuto non essere…
  • Majorana e Segrè
  • Il ritratto di Pietro Speciale
  • I misteri di Courbet
  • Ni muy atrás ni muy adelante
  • Odori
  • Il ritratto fotografico come entelechia
  • Scrittori e fotografia

Stendhal for ever

  • Duecento anni dopo
  • I privilegi
  • Stendhal e la Sicilia

Fatti diversi di storia letteraria e civile è disponibile nella collana “Piccola biblioteca” di Adelphi, ed è compresa nel terzo volume delle opere: Leonardo Sciascia, Opere 1984-1989, a cura di Claude Ambroise, Milano, Bompiani 1991, pp. 515-727. In quest’ultimo volume le note di Sciascia, che nella prima edizione Sellerio sono poste a piè di pagina, sono raggruppate dopo l’ultimo saggio. 

Euclide Lo Giudice

15 luglio 2013

Nella quarta di copertina del volume – comparso nel 1983 nella einaudiana collana “Gli struzzi” – Leonardo Sciascia scrive: “All’incirca ogni dieci anni mi avviene di pubblicare una raccolta di saggi. ‘Pirandello e la Sicilia’ (nel 1961, ndr), ‘La corda pazza’ (nel 1970, ndr); e ora questa che intitolo ‘Cruciverba’. Dico ‘mi avviene’ perché questi tre libri si sono formati più per memoria e sollecitazione altrui che per memoria e volontà mia. Sono scritti che non sarei riuscito a mettere assieme, senza l’aiuto di qualche amico. A rileggerli – a parte il fastidio che sempre sento nel rileggermi, poiché per nulla mi interessa quel che ho già scritto e soltanto mi occupa e mi diverte (a volte angoscioso divertimento) quel che sto scrivendo – non mi pare operazione presuntuosa e inutile l’averli raccolti. Qualcuno di questi saggi – come, per esempio, le poche pagine su Luciano o quelle sul mito del Vespro – mi ci è voluto tanto lavoro, a scriverle, quanto per ‘Il Consiglio d’Egitto’ o ‘Todo modo’; ma spero che i lettori non se ne accorgano. Del resto, parlo di lavoro per approssimazione, per convenzione. Scrivere non è mai stato, per me, un lavorare”.

In una nota posta in chiusura del volume, Sciascia informa che il primo testo, in ordine cronologico, è Un cruciverba su Carlo Eduardo, pubblicato nel 1954 nella rivista “Letteratura”. E aggiunge: “Lo scarto di anni, tra il Cruciverba su Carlo Eduardo e gli altri, è piuttosto ingente ed evidente. Ma nel disordine delle mie cose non so precisare, di molti, la data in cui sono stati scritti. Spero che i lettori non me ne vorranno”.

La raccolta comprende trentasei saggi, di cui uno – Note pirandelliane – ha lo stesso titolo di un altro a suo tempo comparso in La corda pazza, ma il contenuto è diverso.

  • Luciano e le fedi
  • Il mito del Vespro
  • L’ordine delle somiglianze
  • L’ignoto marinaio
  • L’Armada
  • Il secolo educatore
  • L’utopia di Casanova
  • Casanova o la dissipazione
  • Villa Palagonia
  • Houel in Sicilia
  • Un cruciverba su Carlo Eduardo
  • Napoleone scrittore
  • Goethe e Manzoni
  • Storia della Colonna Infame
  • Kaspar Hauser
  • D’anima vuoti
  • In margine a Stendhal
  • Appunto su Bouvard et Pécuchet
  • Letteratura e mafia
  • Verga e la memoria
  • Verismo e fotografia
  • Note pirandelliane
  • Chahine
  • Il volto sulla maschera
  • Borgese
  • Savinio
  • Breve storia del romanzo poliziesco
  • Guttuso
  • Padri e figli
  • La medicalizzazione della vita
  • Del rileggere
  • Le acque della Sicilia
  • Palermo felicissima
  • I paesi dell’Etna
  • Caltagirone
  • Parigi

Alle prime tre raccolte di saggi – Pirandello e la Sicilia, La corda pazza e appunto Cruciverba – si aggiungerà, nel novembre 1989, nell’imminenza della morte di Sciascia, la quarta e ultima, Fatti diversi di storia letteraria e civile.

Cruciverba è disponibile nella collana “Biblioteca Adelphi”, ed è compresa nel secondo volume delle opere: Leonardo Sciascia, Opere 1971-1983, a cura di Claude Ambroise, Milano, Bompiani 1989, pp. 965-1282.

Euclide Lo Giudice

15 luglio 2013

La corda pazza, seconda delle quattro raccolte di saggi sciasciani – preceduta nel 1961 da Pirandello e la Sicilia, e seguita da Cruciverba nel 1983 e Fatti diversi di storia letteraria e civile nel 1989 – fu pubblicata nel 1970 nella collana “Saggi” di Einaudi, e raccoglie ventotto testi di argomento siciliano, come dichiarato nel sottotitolo Scrittori e cose della Sicilia. Uno dei saggi, Note pirandelliane, è suddiviso in cinque sezioni.

  • Sicilia e sicilitudine
  • Vita di Antonio Veneziano
  • Il caso della baronessa di Carini
  • Il capitano Contreras
  • Il vescovo a Tindari
  • Dal monastero di Palma
  • Una rosa per Matteo Lo Vecchio
  • Io, Villabianca
  • La corda pazza
  • Brigantaggio napoletano e mafia siciliana
  • Verga e la libertà
  • Navarro della Miraglia
  • Postilla su Stendhal e Navarro
  • Note pirandelliane
    • Tra Girgenti e Bonn
    • Pirandello e la critica
    • Pirandello e il dialetto: Liolà
    • Dal mimo alla commedia
    • I sei personaggi
  • La zolfara
  • Francesco Lanza
  • Fondazione di una città
  • Quadìa
  • Don Giovanni a Catania
  • La Lombardia siciliana
  • La vera «storia» di Giuliano
  • Le soledades di Lucio Piccolo
  • Feste religiose in Sicilia
  • Rapporto sulle coste siciliane
  • Pitture su vetro
  • Emilio Greco
  • Gli alberi di Bruno Caruso
  • La Sicilia nel cinema

Dopo almeno cinque edizioni nei “Saggi” einaudiani, la raccolta è stata ripubblicata nel 1982 nella collana “Gli struzzi”, sempre della Einaudi. Attualmente è disponibile nella collana “Saggi. Nuova serie” di Adelphi, ed è compresa nel primo volume delle opere: Leonardo Sciascia, Opere 1956-1971, a cura di Claude Ambroise, Milano, Bompiani 1987, pp. 959-1222.

Euclide Lo Giudice

15 luglio 2013

Comparsa nel 1961, Pirandello e la Sicilia è la prima delle quattro raccolte di saggi pubblicate da Sciascia, cui seguiranno La corda pazza nel 1970, Cruciverba nel 1983 e Fatti diversi di storia letteraria e civile nel 1989.

Nel 1996, nel ristampare il libro nella collana “Piccola biblioteca”, la Adelphi pubblicò in quarta di copertina la nota che segue:

“ ‘Una ‘notizia’ della Sicilia attraverso particolari letture ed esperienze’: così Sciascia definiva, dandola alle stampe nel 1961, questa raccolta di scritti, aperta dal grande saggio pirandelliano che dà il titolo al volume – e che rimane forse la guida migliore per avvicinarsi a un’opera tanto popolare quanto equivocata. Civettando con la semantica, Sciascia usava il termine ‘notizia’ nel senso che ad esso potevano dare, nelle opere di cui partecipavano le proprie intuizioni e scoperte, un erudito o un viaggiatore del Settecento. Così, l’acutissima analisi della figura di Pirandello si trasforma subito in ‘viaggio’ lungo il difficile tragitto, colto nei suoi momenti cruciali, che porta una cultura arcaica a incontrare la modernità; così, capisaldi della ‘sicilitudine’ quali Verga e Tomasi di Lampedusa incrociano, a riprova del gusto dell’autore per l’esplorazione del passato, personaggi rimossi e abbandonati all’oblio nelle biblioteche, come Emanuele Navarro della Miraglia, letterato e novelliere noto a Dumas e forse amato da George Sand, o come il poeta pornografo catanese Domenico Tempio, arditamente accostato allo Henry Miller del Tropico del Cancro. A scorrere, con questi, gli altri temi presenti nella silloge – la mafia, ancora, interna e da esportazione, e una riflessione amarissima sui fatti di Bronte –, si ha spesso l’impressione di assistere al comporsi del mosaico di un pensiero variegato e a tratti febbrile, sempre coerente, sempre puntuale nel riferimento alla realtà”.

  • Pirandello
    1. Girgenti, Sicilia
    2. Il «borgese» e il borghese
    3. L’involontario soggiorno sulla Terra
    4. Quando si è qualcuno
    5. Con Cervantes
    6. L’olivo saraceno
  • Verga e il Risorgimento
  • Navarro della Miraglia
  • Il Gattopardo
  • La mafia
  • Il catanese Domenico Tempio
  • I fatti di Bronte

Nota

 Appendice. Nel cinquantenario della morte di Luigi Pirandello

Indice dei nomi

Rispetto alla prima edizione – Salvatore Sciascia, Caltanissetta-Roma 1961 – l’edizione Adelphi attualmente disponibile e già citata contiene anche Nel cinquantenario della morte di Luigi Pirandello, discorso commemorativo pronunciato da Sciascia il 10 dicembre 1986 a Palermo, e un indice dei nomi: discorso e indice che non figurano nella versione di Pirandello e la Sicilia riprodotta nel terzo volume delle opere: Leonardo Sciascia, Opere 1984-1989, a cura di Claude Ambroise, Milano, Bompiani 1991, pp. 1041-1203.

Euclide Lo Giudice

15 luglio 2013

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