Pubblichiamo qui le foto della due-giorni sciasciana tenutasi venerdì 11 e sabato 12 novembre al Circolo dei Lettori di Torino.

Ai seguenti link potrete inoltre rivedere per intero la registrazione video delle due intere giornate, fornitaci come sempre dai gentili amici di Radio Radicale, che qui ringraziamo.

Prima giornata: 

https://www.radioradicale.it/scheda/491704/porte-aperte-leonardo-sciascia-e-il-cinema-1a-giornata

Seconda giornata: 

https://www.radioradicale.it/scheda/491705/porte-aperte-leonardo-sciascia-e-il-cinema-settimo-colloquium-2a-ed-ultima-giornata

L'Associazione Amici di Leonardo Sciascia ringrazia infinitamente gli organizzatori, i collaboratori, i relatori, i rappresentanti delle istituzioni, i soci intervenuti, ma soprattutto il pubblico numeroso e appassionato, per la grande partecipazione.

Si ringrazia anche il Circolo dei Lettori di Torino per la magnifica location e per il supporto tecnico.

Gli Amici di Leonardo Sciascia vi attendono alle loro prossime iniziative e vi rimandano all'ottavo "Colloquium", che si terrà a Firenze a novembre 2017.

La riedizione del libro "Questa mafia" di Renato Candida (Salvatore Sciascia editore) è stata presentata Venerdì 18 Novembre 2016 alle ore 18 presso il Polo del '900, in Corso Valdocco 4/A a Torino. 
L'evento è servito anche a ricordare l'autore del libro, il generale dei Carabinieri Renato Candida, nel centenario della sua nascita: una grande storia umana, civile, letteraria che si intreccia con quella dello scrittore Leonardo Sciascia e dell'editore Salvatore Sciascia.
Sono intervenuti Marcello Bergamini, Vice Comandante Carabinieri Legione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta; Marco Brunazzi, Vice Presidente dell'Istituto Salvemini; Luigi Carassai, Presidente Associazione Amici di Leonardo Sciascia; Sergio Soave, Presidente del Polo del '900; Valter Vecellio, giornalista RAI; Mauro Laus, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte. Moderatore: Salvatore Vullo.
Era presente eccezionalmente la famiglia del Generale Renato Candida, che ha ricevuto una targa alla memoria.
Altri dettagli sono indicati nella locandina allegata.
Anche  questa settima edizione del Colloquium, come ormai dal 2013, si conclude con la sessione Juniores, uno spazio in cui alcune classi delle scuole superiori del territorio sede del convegno propongono i loro elaborati. L'aver esteso la partecipazione al Colloquium agli studenti, non solo come spettatori, ma come parte attiva negli interventi è il segno della volontà dell'Associazione di diffondere la conoscenza e la lettura delle opere di Sciascia tra i giovani. Sciascia stesso, come si legge in alcuni degli scritti raccolti nel volume che dà il titolo a questa sessione (Per un ritratto dello scrittore da giovane, Adelphi, 2000) sollecitava a scoprire, o a riscoprire, come nel nostro caso,  i validi scrittori. E questo insegnamento mostra la sua efficacia proprio con le opere di Sciascia che, proposte ai giovani lettori e opportunamente introdotte dai loro bravi insegnanti, riscuotono sempre un grande interesse:  per la loro alta tensione morale, per il giudizio lucidamente critico, per la elegante chiarezza dello stile. E' stato così anche per i ragazzi dell'IPS "Giuseppina Colombatto" di Torino: la IV B e la IV N sin dall'apertura dell'anno scolastico hanno analizzato, guidati dalle loro insegnanti Elisabetta Scotti e Maria Clotilde Peyron, alcune opere e alcuni film sciasciani per produrre, come era stato loro richiesto per questa edizione (il tema del Colloquium riguarda, appunto, il cinema e le immagini),due elaborati multimediali in cui attraverso un originale montaggio  di immagini, di brani di film,di citazioni dalle opere sciasciane, vengono affrontati due argomenti di urgente attualità:   quello dell'emigrazione e quello della produzione agricola e alimentare. 
Ma altri giovani hanno nel frattempo riflettuto sul rapporto tra Sciascia e il cinema: è  la classe II A del liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Terracina. L'interessante intervista immaginaria a Leonardo Sciascia e Elio Petri  che i ragazzi, guidati dallo loro valente insegnante - e nostra associata - Roberta De Luca,  hanno "filologicamente" costruito, viene qui pubblicata nella sezione Scuola, al link La parola agli studenti. Sullo stesso link compariranno poi  i due video presentati  al Colloquium dagli studenti torinesi. 

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia- Cecchi, Brancati, Borgese- Croce» si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì 27 ottobre 2016 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Tra assenze e presenze: Sciascia e Croce».

Il quarto e ultimo incontro del ciclo si differenzia nettamente dai precedenti: nel corso di questi ultimi, abbiamo discusso di tre presenze fondamentali nell'opera sciasciana, anche e sopratutto per ciò che ha riguardato la sua formazione di letterato e la sua idea di moralità.

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia- Cecchi, Brancati, Borgese- Croce» è proseguito giovedì 13 ottobre 2016 alle ore 17,30 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Ritratto e autoritratto: Sciascia lettore di Borgese e il mito di Golia».

Leonardo Sciascia percepì sempre un'affinità profonda con la personalità di Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa 1882- Fiesole 1952), sia sotto il profilo letterario che sotto quello intellettuale e morale. Li accomunava innanzitutto l'intensa passione per l'opera di Stendhal: Sciascia annoverava lo scrittore di Polizzi Generosa tra gli «stendhaliani di Sicilia» e ricordava come la Biblioteca romantica edita da Mondadori (cinquanta classici della letteratura mondiale tradotti da scrittori italiani) si aprisse proprio con «La chartreuse de Parme», ossia con l'opera da cui Sciascia iniziava le sue cicliche letture di Stendhal. Sciascia, proprio come Borgese, non riusciva ad appassionarsi agli angusti spazi di Proust, e arrivò anche a sostenere, perentoriamente, che «chi ama Stendhal non può amare Proust». Ma lo scrittore di Racalmuto era affascinato anche e soprattutto dalla concezione che della letteratura aveva il suo conterraneo, ossia «una sintassi- parola che gli era cara- della vita, del mondo, dell'uomo, di tutti gli uomini» come lo stesso Sciascia scrive in «Cruciverba».

Giovedì 6 ottobre a Macerata, presso la Biblioteca Statale in via Giuseppe Garibaldi 20, si terrà la presentazione del volume "Fine del carabiniere a cavallo" di Leonardo Sciascia.

Interverranno Paolo Squillacioti (Istituto Opera del Vocabolario Italiano - Amici di Leonardo Sciascia) e Massimo Raffaeli (critico letterario).

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia-Cecchi, Brancati, Borgese-Croce» prosegue giovedì 6 ottobre 2016 alle ore 17,30 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Dittature, autobiografie, fiabe: Brancati e Sciascia in dialogo».

La figura di Vitaliano Brancati (Pachino 1907- Torino 1954) diventò familiare per Sciascia fin dagli anni in cui il giovane Leonardo frequentava le scuole magistrali a Caltanissetta, in cui insegnava proprio lo scrittore di Pachino, ma furono le pagine dell'Omnibus di Leo Longanesi, e segnatamente le Lettere al direttore, ad instillare in Sciascia quella profonda ammirazione per il più anziano conterraneo che mai venne meno negli anni seguenti. Il settimanale di Longanesi, primo rotocalco ad essere stampato in Italia, ospitava infatti le migliori penne dell'epoca, tra cui, oltre Brancati, anche Savinio, Moravia, Alvaro, Malaparte, e furono proprio certi accenti giudicati eccessivamente graffianti e irriverenti nei confronti del regime fascista a decretarne la chiusura nel 1939, dopo solo due anni di pubblicazioni. Sciascia nutrì una profonda ammirazione per lo scrittore di Pachino, considerandolo uno dei pochi cultori italiani di un genere, la memorialistica, che nella nostra letteratura non ha mai goduto di una particolare fortuna, ma che a suo avviso ha una grande importanza perché testimonia la presenza della società civile e della vita associata nella letteratura di una nazione.

Con un ciclo di incontri originale e stimolante, che vedrà la partecipazione di italianisti, filologi, studiosi di estetica, e che partirà lunedì 26 settembre 2016 alle ore 17,30 alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4), si esploreranno i rapporti artistici e intellettuali tra Leonardo Sciascia e alcune personalità di spicco della letteratura italiana nella prima metà del Ventesimo secolo, alla ricerca delle reciproche assonanze e dissonanze. Si tratta forse di autori non particolarmente frequentati, ma meritevoli di una attenta lettura e di una riscoperta: Emilio Cecchi, Vitaliano Brancati, Giuseppe Antonio Borgese. Tre personalità sicuramente diverse, che esercitarono una notevole influenza su Sciascia, con particolare riferimento agli anni della sua formazione.

Con Il giorno della civetta – uscito in edicola insieme al quotidiano venerdì 1 luglio – ha preso il via l’importante iniziativa del Corriere della Sera che prevede la pubblicazione della quasi totalità delle opere di Leonardo Sciascia. Sono previsti in tutto ben venticinque volumi, in una veste editoriale appositamente studiata per la collana, le cui copertine sono illustrate da fotografie di Ferdinando Scianna. Il prezzo dei singoli volumi, in vendita unitamente al quotidiano, è di 6,90 euro.

Introdotta dai saluti di Giovanni Capecchi, italianista dell’Università per Stranieri (Palazzo Gallenga-Sala Goldoniana, piazza Fortebraccio 4), venerdì 22 luglio 2016, alle ore 17, a Perugia si è tenuta, nell'ambito del ciclo «SCIASCIA SCRITTORE EUROPEO» organizzato dall'Associazione Amici di Leonardo Sciascia e presentato lo scorso 24 maggio da Ricciarda Ricorda), la conferenza su «Sciascia e la Francia» con l'intervento di Maria Teresa Giaveri (comparatista e francesista dell'Università degli Studi di Torino, nonché chef d'équipe del progetto triennale di ricerca).