Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia- Cecchi, Brancati, Borgese- Croce» è proseguito giovedì 13 ottobre 2016 alle ore 17,30 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Ritratto e autoritratto: Sciascia lettore di Borgese e il mito di Golia».

Leonardo Sciascia percepì sempre un'affinità profonda con la personalità di Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa 1882- Fiesole 1952), sia sotto il profilo letterario che sotto quello intellettuale e morale. Li accomunava innanzitutto l'intensa passione per l'opera di Stendhal: Sciascia annoverava lo scrittore di Polizzi Generosa tra gli «stendhaliani di Sicilia» e ricordava come la Biblioteca romantica edita da Mondadori (cinquanta classici della letteratura mondiale tradotti da scrittori italiani) si aprisse proprio con «La chartreuse de Parme», ossia con l'opera da cui Sciascia iniziava le sue cicliche letture di Stendhal. Sciascia, proprio come Borgese, non riusciva ad appassionarsi agli angusti spazi di Proust, e arrivò anche a sostenere, perentoriamente, che «chi ama Stendhal non può amare Proust». Ma lo scrittore di Racalmuto era affascinato anche e soprattutto dalla concezione che della letteratura aveva il suo conterraneo, ossia «una sintassi- parola che gli era cara- della vita, del mondo, dell'uomo, di tutti gli uomini» come lo stesso Sciascia scrive in «Cruciverba».

Giovedì 6 ottobre a Macerata, presso la Biblioteca Statale in via Giuseppe Garibaldi 20, si terrà la presentazione del volume "Fine del carabiniere a cavallo" di Leonardo Sciascia.

Interverranno Paolo Squillacioti (Istituto Opera del Vocabolario Italiano - Amici di Leonardo Sciascia) e Massimo Raffaeli (critico letterario).

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia-Cecchi, Brancati, Borgese-Croce» prosegue giovedì 6 ottobre 2016 alle ore 17,30 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Dittature, autobiografie, fiabe: Brancati e Sciascia in dialogo».

La figura di Vitaliano Brancati (Pachino 1907- Torino 1954) diventò familiare per Sciascia fin dagli anni in cui il giovane Leonardo frequentava le scuole magistrali a Caltanissetta, in cui insegnava proprio lo scrittore di Pachino, ma furono le pagine dell'Omnibus di Leo Longanesi, e segnatamente le Lettere al direttore, ad instillare in Sciascia quella profonda ammirazione per il più anziano conterraneo che mai venne meno negli anni seguenti. Il settimanale di Longanesi, primo rotocalco ad essere stampato in Italia, ospitava infatti le migliori penne dell'epoca, tra cui, oltre Brancati, anche Savinio, Moravia, Alvaro, Malaparte, e furono proprio certi accenti giudicati eccessivamente graffianti e irriverenti nei confronti del regime fascista a decretarne la chiusura nel 1939, dopo solo due anni di pubblicazioni. Sciascia nutrì una profonda ammirazione per lo scrittore di Pachino, considerandolo uno dei pochi cultori italiani di un genere, la memorialistica, che nella nostra letteratura non ha mai goduto di una particolare fortuna, ma che a suo avviso ha una grande importanza perché testimonia la presenza della società civile e della vita associata nella letteratura di una nazione.

Con un ciclo di incontri originale e stimolante, che vedrà la partecipazione di italianisti, filologi, studiosi di estetica, e che partirà lunedì 26 settembre 2016 alle ore 17,30 alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4), si esploreranno i rapporti artistici e intellettuali tra Leonardo Sciascia e alcune personalità di spicco della letteratura italiana nella prima metà del Ventesimo secolo, alla ricerca delle reciproche assonanze e dissonanze. Si tratta forse di autori non particolarmente frequentati, ma meritevoli di una attenta lettura e di una riscoperta: Emilio Cecchi, Vitaliano Brancati, Giuseppe Antonio Borgese. Tre personalità sicuramente diverse, che esercitarono una notevole influenza su Sciascia, con particolare riferimento agli anni della sua formazione.

Con Il giorno della civetta – uscito in edicola insieme al quotidiano venerdì 1 luglio – ha preso il via l’importante iniziativa del Corriere della Sera che prevede la pubblicazione della quasi totalità delle opere di Leonardo Sciascia. Sono previsti in tutto ben venticinque volumi, in una veste editoriale appositamente studiata per la collana, le cui copertine sono illustrate da fotografie di Ferdinando Scianna. Il prezzo dei singoli volumi, in vendita unitamente al quotidiano, è di 6,90 euro.

Introdotta dai saluti di Giovanni Capecchi, italianista dell’Università per Stranieri (Palazzo Gallenga-Sala Goldoniana, piazza Fortebraccio 4), venerdì 22 luglio 2016, alle ore 17, a Perugia si è tenuta, nell'ambito del ciclo «SCIASCIA SCRITTORE EUROPEO» organizzato dall'Associazione Amici di Leonardo Sciascia e presentato lo scorso 24 maggio da Ricciarda Ricorda), la conferenza su «Sciascia e la Francia» con l'intervento di Maria Teresa Giaveri (comparatista e francesista dell'Università degli Studi di Torino, nonché chef d'équipe del progetto triennale di ricerca).

L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia ha promosso il progetto triennale di ricerca “Leonardo Sciascia e la Francia” e, per finanziarlo, ha lanciato una campagna di crowdfunding finalizzata alla raccolta minima di 2.500 euro, da raggiungere entro il 29 maggio. L’obiettivo è stato raggiunto e superato dieci giorni prima della scadenza. Al 29 maggio, infatti, 78 sottoscrittori – che ringraziamo vivamente per la condivisione del nostro progetto – hanno versato l’importo complessivo di 3.038 euro.

Il raggiungimento di questo primo obiettivo non significa tuttavia che la campagna di crowdfunding si interrompa. Saranno perciò molto graditi nuovi contributi, che andranno a incrementare i fondi destinati alla realizzazione del progetto.

Tutti i contributi, dal più modesto al più cospicuo, sono stati e sono ugualmente benvenuti, perché sono al tempo stesso una manifestazione di affetto alla figura di Leonardo Sciascia e di fiducia nei confronti dell’Associazione. Se entro il 29 maggio non fosse stato raggiunto l’obiettivo minimo di 2.500 euro, gli importi versati sarebbero stati restituiti ai sottoscrittori e la campagna di crowdfunding si sarebbe chiusa con un fallimento.

 

Eventbrite - VII Leonardo Sciascia Colloquium

 

"Porte Aperte - Leonardo Sciascia e il cinema": questo il titolo del prossimo Leonardo Sciascia Colloquium in programma Venerdì 11 e Sabato 12 novembre 2016.
Si tratta del settimo appuntamento annuale dell’iniziativa itinerante degli Amici di Sciascia, nata nel 2010 a Palermo.

Martedì 24 maggio 2016, alle ore 15.00, all'Università per Stranieri di Perugia (Palazzina Valitutti, Sala docenti, Via Carlo Manuali 9), si è tenuta la conferenza inaugurale del ciclo «SCIASCIA SCRITTORE EUROPEO» con l'intervento di Ricciarda Ricorda (italianista del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’Foscari di Venezia) alla quale gli Amici di Leonardo Sciascia hanno affidato coordinamento e supervisione scientifica dei progetti del sodalizio. Il ciclo si pone in linea di continuità con due pubblicazioni  della omonima collana - curata dagli Amici di Sciascia in collaborazione con la storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki - rispettivamente intitolati “Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella laica e libera Svizzera” (uscito nel 2011 a cura di Renato Martinoni) e “Sciascia e la Jugoslavia”, uscito l’anno scorso e curato dalla medesima Ricciarda Ricorda che per la prima volta ha gettato luce su un campo largamente inesplorato, costituito dagli inediti rapporti di Sciascia con scrittori, artisti  e altri intellettuali di oltre cortina.

A Milano, il 21 maggio concerto pianistico

 

Sabato 21 maggio, in collaborazione con Milano Piano City, si è tenuto alle ore 16 presso l’Università Popolare di Milano (Via Terraggio 1) un concerto pianistico dedicato alla musica classica spagnola amata da Leonardo Sciascia. E’ noto l’interesse che Leonardo Sciascia nutriva per la cultura e la terra spagnola, che per molti tratti riconosceva affini a quelle della sua Sicilia. Da una testimonianza familiare apprendiamo che, sebbene lo scrittore non fosse un assiduo musicofilo (ma questo è ancora un aspetto tutto da indagare), amava ascoltare la musica degli autori spagnoli di fine Ottocento/inizio Novecento, come Albéniz, Granados, De Falla. Caratteristica di questi autori è l’avere spesso attinto al repertorio della musica popolare della loro terra, al gusto “gitano” e mediterraneo che rende le loro composizioni evocative di un sentimento insieme gioioso e melanconico, in cui forse Sciascia risentiva l’eco della “sicilitudine”.