Una lunga amicizia - Caro Leonardo... Caro Valerio

Nel pomeriggio di venerdì 22 settembre si è tenuto a Fano, nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna, un convegno sull’amicizia personale che ha legato per un significativo arco di tempo due figure anomale, contro-corrente, della cultura novecentesca europea: il siciliano Leonardo Sciascia e il marchigiano Valerio Volpini. L’incontro di Fano ha voluto anche essere un gesto di omaggio affettuoso alla memoria del figlio di Volpini, Giovanni, prematuramente scomparso, il cui aiuto è stato prezioso nel facilitare le ricerche.

Organizzata dagli “Amici di Leonardo Sciascia” – sodalizio senza scopi di lucro che da 25 anni promuove con una incessante azione di volontariato la lettura e l’approfondimento dell’opera dello scrittore di Racalmuto – l’iniziativa è nata dalla collaborazione con l’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Fano e con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. L’obiettivo era quello di esplorare e mettere in luce i rapporti tra i due personaggi, così come affiorano dal copioso carteggio intrattenuto per oltre trenta anni e pubblicato, nel novembre 2016, sulle pagine del sesto volume di Todomodo, rivista annuale di studi sciasciani curata dagli Amici di Sciascia e pubblicata dal prestigioso editore fiorentino Leo S. Olschki. Il carteggio tra i due scrittori, dal titolo “Il fatto è che siamo cristiani”. Sciascia e Volpini: un carteggio morale, occupa una cinquantina di pagine di Todomodo - VI - 2016 ed è introdotto da un importante e corposo saggio di Tiziana Mattioli.

Se il riferimento essenziale dell’incontro fanese era costituito dalla statura morale e culturale dei due personaggi (il laico Leonardo Sciascia e il cattolico Valerio Volpini), si è anche cercato di mettere in luce il retroterra culturale proprio di ciascuno, e il loro interesse alla letteratura concepita come strumento di decifrazione e di interpretazione della realtà del nostro Paese.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente degli “Amici di Leonardo Sciascia”, Luigi Carassai, del Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Fano, Stefano Marchegiani, del Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio della Regione Marche, Daniele Salvi, sono seguiti quattro interventi di studiosi che si sono confrontati sia con le carte d’archivio sia, più in generale, con il lascito intellettuale di Volpini nel suo peculiare rapporto con Sciascia: Tiziana Mattioli, Massimo Raffaeli, Piergiorgio Grassi e Fabio Ciceroni.

Pur rappresentando – al momento – un unicum, nei programmi di attività pluriennale degli “Amici di Leonardo Sciascia”, l’appuntamento di Fano ha avuto l’ambizione di essere il primo stadio di una serie di iniziative – tutte da tenere nelle Marche – con le quali portare all’attenzione del pubblico i molteplici e poco noti rapporti intrattenuti da Leonardo Sciascia con tanti artisti e scrittori marchigiani, valorizzando figure di spicco (in primis Valerio Volpini, ma anche Leonardo Castellani) e una tradizione culturale impareggiabile (si pensi solo alla Scuola del Libro di Urbino), a dispetto di una analisi, di una riflessione e di un sostegno ancora inadeguati.

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