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LEONARDO SCIASCIA DALLA SICILIA ALLA SPAGNA

a cura di PIERO GUCCIONE, GIUSEPPE LEONE

Federico Motta Editore, 2009

“Nell'autunno del 1984, alla galleria La Tavolozza di Viale Libertà di Palermo, Leonardo Sciascia organizzò una mostra sui “Paesaggi Iblei” visti e interpretati da Piero Guccione tramite la sua pittura e da me attraverso la fotografia. Il catalogo era accompagnato da una breve ma vibrante nota dello stesso Leonardo Sciascia (grande appassionato di entrambe le arti); in tale nota mise a confronto con citazioni ed esempi le differenti peculiarità e modi espressivi sia della pittura sia della fotografia. Da quel lontano 1984 la mostra non si è più ripetuta; delle opere di allora, disperse in diverse collezioni, è rimasto solo un piacevole ricordo. Nel 1989 Sciascia muore. Da allora sono trascorsi vent'anni; e quest'anno appunto si commemora il ventesimo anniversario della sua scomparsa. Per tale evento, a venticinque anni dall'inaugurazione di quella mostra, simbolo di una grande amicizia, noi amici di Sciascia in questo lembo di terra iblea, abbiamo deciso di ricordarlo pubblicando questo volume”. Giuseppe Leone

 

LEONARDO SCIASCIA  - APPUNTI SU UNO SCRITTORE ERETICO

di MARCELLO BENFANTE

Alberto Gaffi Editore, Roma, 2009 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un bilancio sul segno lasciato da questa scomparsa in venti anni di storia contemporanea passata solo apparentemente senza lasciare traccia. Chi è oggi “l'autore”? Che rapporto ha con la politica, la società, i suoi stessi lettori? Ha ragione chi pensa a Roberto Saviano come all'erede dello scrittore di Racalmuto? Il dibattito culturale e quello politico, la cronaca e la letteratura, le querelles sulla mafia e la giustizia, confermano continuamente l'acutezza e la lungimiranza del suo sguardo critico e del suo pessimismo analitico, non cessando di causare scandalo e aspri contraddittori. A metà strada tra critica militante e analisi letteraria, questo profilo esamina le diverse sfaccettature della sua poliedrica opera e della sua scomoda personalità di intellettuale disorganico: la produzione narrativa e quella saggistica, gli interventi giornalistici e le controverse polemiche, la sua tormentata riflessione sui temi del diritto e quella più olimpica sulla tradizione culturale. Ne emerge un appassionante ritratto icastico, chiaroscuro, di uno scrittore complesso e sofferto, diviso tra pessimismo e impegno civile, moralismo e disincanto, distacco ironico parodico e coinvolgimento nella tragedia umana.

 

IL GIOCO DEI PADRI – PIRANDELLO E SCIASCIA

di ANNA MARIA SCIASCIA

Avagliano Editore, 2009 – Viale dell'Esperanto 71 – 00144 Roma

Anna Maria Sciascia, figlia di Leonardo, attraverso l'analisi dell'opera pirandelliana e delle lettere familiari, racconta con voce partecipe e commossa il dramma di Antonietta Portulano, moglie di Luigi Pirandello, e l'inquietudine della figlia Lietta. Una interpretazione complessa e contraddittoria del vivere accanto ad uno scrittore.

 

LEONARDO SCIASCIA – UN CLASSICO DEL GIALLO ITALIANO?

di URSZULA TOPCZEWSKA

Aracne Editrice, 2009 – Via R.Garofalo 133 – 00173 Roma

Nel secondo dopoguerra la letteratura poliziesca si crea i suoi nuovi classici, i quali perseguono lo scopo di esprimere tramite le convenzioni giallistiche il disorientamento dell'uomo di perduta coscienza del male e del bene.

 

VERITA' E GIUSTIZIA. LEONARDO SCIASCIA VENT'ANNI DOPO

a cura di VINCENZO LO CASCIO

Casa Editrice Academia Universa Press, 2009 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A vent'anni dalla scomparsa l'eredità di Leonardo Sciascia è più che mai attuale. La ricerca costante di giustizia e di verità rappresenta con tutta probabilità la chiave di lettura principale della sua opera e del suo impegno politico e civile. I dubbi sulla collaborazione tra forze politiche di segno antitetico, la denuncia delle connivenza tra partiti, apparati dello Stato e malavita organizzata, la lotta alla corruzione, il tema dell'errore giudiziario, ricorrono nel lavoro letterario e giornalistico di Sciascia e sono ancora all'ordine del giorno. Il volume, curato da Vincenzo Lo Cascio, riporta interventi e interviste sulla figura pubblica e privata dello scrittore ( tra gli altri, Anna Maria Sciascia, Antonio Di Grado, Emanuele Macaluso, Natale Tedesco, Rosario Castelli, Samantha Viva, Salvatore Petrotto), insieme ad alcuni importanti contributi di studiosi di area neerlandofona (Frans Denissen, Monica Jansen, Tom de Keyzer) scritti in occasione della recente traduzione in olandese del Contesto, un libro per molti aspetti profetico e universale dove il tema della giustizia tradita mette in evidenza una volta di più lo spessore morale del grande intellettuale siciliano.

 

STORIA DI UN'AMICIZIA – SCRITTI DI LEONARDO SCIASCIA SULL'OPERA DI BRUNO CARUSO

Gruppo Editoriale Kalòs, 2009 – Via Siracusa, 19 – 90141 Palermo

Leonardo Sciascia conobbe Bruno Caruso nel 1957 e da quel giorno cominciò un'amicizia che sarebbe durata fino alla morte dello scrittore siciliano.

Sciascia aveva una singolare passione per l'arte e maggiormente era attratto da quel misterioso e magico gioco di segni e di ombre che l'incisione lascia sul foglio. Era curioso di sorprendere i movimenti della mano di Caruso quando bruniva o incideva una lastra. La stessa pazienza artigianale che egli poneva nello scrivere o riscrivere una pagina, metteva in questa osservazione quasi ad impossessarsi di ogni gesto, di ogni segreto.

Scrive Bruno Caruso: “Il nostro rapporto era fondato su d'una identità di vedute che prescindeva dalle idee politiche, ma che era fondato sul rigore nei confronti della vita, sull'intelligenza nei rapporti con gli altri e su una speciale moralità di giudizio e di comportamenti”.

 

BIBLIOGRAFIA DEGLI SCRITTI DI LEONARDO SCIASCIA

di ANTONIO MOTTA

Sellerio Editore, Palermo, 2009

“A vent'anni dalla morte dello scrittore, Antonio Motta pubblica questa Bibliografia di tutti gli scritti di Sciascia. E trasforma il ruvido repertorio in una mappa con segnaletiche varie, che consentono di percorrerla in tutte le direzioni: lungo i viali delle grandi opere, le piazze delle raccolte di saggi e articoli, le vie delle attività editoriali e delle curatele, le strade laterali delle presentazioni di mostre, delle cartelle d'arte, e delle recensioni, gli incroci degli interventi giornalistici (letterari e politici), i giardinetti delle poesie, i belvederi delle traduzioni; i parcheggi con gli scritti in attesa di recupero, i depositi di materiale d'occasione. Il reticolo invita alle escursioni guidate e agli attraversamenti trasversali. Alle passeggiate storiche, anche: dentro il paesaggio-laboratorio, che fa storia dei testi; del loro costituirsi per progressive approssimazioni, pubblicazioni parziali, tagli e aggiunte. In questa “città” vive e respira quella che fu per decenni la coscienza civile di un paese chiamato Italia. L'urbanistica è l'organizzazione spaziale di una biografia, costruita pagina su pagina, opera dopo opera. E la bibliografia torna a confermarsi ancora una volta, sciascianamente, come un “fatto” di “storia letteraria e civile”: vasto quanto una vita”.

(Salvatore Silvano Nigro)

 

ALFABETO SCIASCIA

di MATTEO COLLURA

Longanesi Editore, Milano, 2009

Alfabeto eretico: così s'intitolava questo stesso libro pubblicato nel 2002. Se è vero che a vent'anni dalla morte di Leonardo Sciascia si è fatta più acuta la necessità di “averlo tra noi”, già nel titolo ora si sente il bisogno di richiamarne il nome. Anche perché, oggi ancora più di ieri, il nome Sciascia è sinonimo di eresia.

America, Amicizia, Fascismo, Gattopardo, Giustizia, Lavoro, Mafia, Manzoni, Moro, Parigi: sono alcune delle “voci” che compongono questo alfabeto suggerito a Matteo Collura, biografo di Sciascia, non soltanto dalle opere dell'autore del Giorno della civetta, ma dalla sua vita privata e pubblica. Il bisogno di verità e giustizia, per lui nato in una terra affamata di verità e giustizia, ne permeò l'universo creativo, l'impegno civile, rendendolo testimone scomodo, libero e perciò “eretico”, del suo e del nostro tempo. E' l'attualità che ci ha portato a riproporre questo utile, civilissimo volume. A futura memoria, direbbe lo stesso Sciascia.

 

UN ONOREVOLE SICILIANO – LE INTERPELLANZE PARLAMENTARI DI LEONARDO SCIASCIA

di ANDREA CAMILLERI

Bompiani Editore, Milano, 2009 – Collana Passaggi

Andrea Camilleri racconta l'esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni parlamentari che lo scrittore di Racalmuto presentò, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Camilleri, che a Sciascia fu legato da consuetudine e da amicizia, ne mette in luce la passione politica autentica, la lucidità., l'approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata , comunque sempre scomoda e insofferente al potere. Gli argomenti di queste interrogazioni sono, tutti, di estrema attualità, allora come oggi; i casi di cronaca affrontati sono tuttora ferite aperte. La mafia, l'uccisione del magistrato Ciaccio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l'uso delle armi da parte delle forze dell'ordine. Dalla voce di Andrea Camilleri, e dagli interventi di Sciascia, emerge, insomma, un ritratto impietoso di un'Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.

 

UNA PROBLEMATICA MODERNITA'. VERITA' PUBBLICA E SCRITTURA    A  NASCONDERE IN LEONARDO SCIASCIA

di GIUSEPPE TRAINA

Bonanno Editore, 2009 – Via Torino, 150 – Roma – Collana Le Occasioni critiche

In questo libro, il quarto che dedica a Leonardo Sciascia, l'autore, ripercorrendo criticamente i punti salienti della sua produzione, riflette sulla peculiare modernità dello scrittore di Racalmuto, sulla sua collocazione nel quadro di un Novecento letterario di sempre problematica definizione. Non meno problematici sono i nuclei centrali dell'ispirazione sciasciana: essa, nonostante tanti studi e tante interpretazioni (e qualche luogo comune, ormai sfatato o ancora da sfatare), dev'essere ancora compresa nelle sue ragioni più profonde, là dove s'intrecciano la verità pubblica proclamata come obiettivo da raggiungere e gli artifici della scrittura attraverso i quali Sciascia attua un abilissimo giuoco a nascondere. Per delineare questo nucleo profondo – e, insieme, la persistente e affascinante attualità della scrittura e della personalità di Sciascia – l'autore indaga su alcune opere famose (come Todo Modo o La scomparsa di Majorana), sulla sua produzione teatrale e giornalistica, sulla sua fondamentale ispirazione polemica e su taluni aspetti, finora mai studiati, della sua attività letteraria.

 

LA CONTEA DI MODICA

di LEONARDO SCIASCIAGIUSEPPE LEONE

con una nota di Vincenzo Consolo

Edizioni di Passaggio, 2009 – Via Principe di Granatelli, 36 – 90139 Palermo

Nel 1983 la casa editrice Electa pubblicava il libro di fotografie La contea di Modica. Un centinaio di immagini a colori e in bianco e nero, del fotografo Giuseppe Leone, raccontavano le caratteristiche di una porzione di Sicilia accompagnate da un testo dello scrittore che maggiormente ha saputo cogliere la peculiarità del nostro territorio, le sue contraddizioni come la poesia del suo paesaggio: Leonardo Sciascia. Il libro si proponeva come un viaggio alla scoperta di quelle province definite da Gesualdo Bufalino “...possibile Arcadia...santuario artigiano e rurale di saviezza, misura e fantasia”, quella che è stata la Contea di Modica, racchiusa tra le province di Siracusa e Ragusa ed estesa tra dodici comuni. In occasione del ventennale della morte di Sciascia, le Edizioni di Passaggio ripropongono un volume che vuole essere ad un tempo il racconto di una parte di Sicilia, grazie alle immagini di Leone che coglie tutta la bellezza del paesaggio Sud-orientale, ma anche occasione per affrontare le caratteristiche di un territorio socialmente e culturalmente ben definito. La scrittura cristallina ed acuta di Leonardo Sciascia legge il ragusano in relazione con il resto della regione, ripercorrendo  i momenti salienti della sua storia. Del libro, Bufalino ha scritto che si presenta come “un'inchiesta-romanzo, dove i nodi dell'invenzione e dell'autenticità callidamente s'intrecciano. Le Sicilie sono tante, qui se ne racconta, se ne immagina una. Parziale, legata a una gente particolare, a una topografia circoscritta; ma emozionante e leggendaria come un mito di tempi perduti. Cos'altro, del resto, si può chiedere a un libro se non di somigliare a ciò che tutti vorremmo, e non sapremo mai scrivere: una fiaba felice?

 

INVENZIONE DI UNA PREFETTURA. LE TEMPERE DI DUILIO CAMBELLOTTI NEL PALAZZO DEL GOVERNO DI RAGUSA

di LEONARDO SCIASCIA

Bompiani Editore, 2009 – Collana Illustrati

Il 6 dicembre 1926 Ragusa diventa capoluogo di provincia, staccan osi da Siracusa. La città decide allora di dotarsi di una sede adeguata a tanto onore edificando il Palazzo del Governo. Del progetto viene incaricato l'architetto Ugo Tarchi. L'edificio è imponente, fastoso e costoso. A palazzo ultimato, la decorazione viene affidata all'artista Duilio Cambellotti. Obbligati i temi: la Vittoria di Vittorio Veneto e la Marcia su Roma per il Salone d'Onore, le immagini e le attività del territorio ragusano per la Sala del Camino, i prodotti della terra per la Sala da Pranzo. Leonardo Sciascia ricostruisce in questo volume-catalogo da lui stesso curato e introdotto, la storia di una delle poche opere pubbliche edificate dal Regime fascista in Sicilia, analizzando senza pregiudizi ideologici un progetto figurativo di enorme impatto in tutta la sua grandiosa eccezionalità.

 

CONVERSAZIONE IN UNA STANZA CHIUSA CON LEONARDO SCIASCIA

di DAVIDE LAJOLO

EdiLet – Edizioni Letterarie, 2009 – Via Taranto, 178 – 00182 Roma

1978: rapimento ed esecuzione di Aldo Moro. 1982: agguato e uccisione del generale Dalla Chiesa. Anni cruciali della storia italiana, nei quali si colloca, nel 1981, Conversazione in una stanza chiusa, la lunga intervista-colloquio di Davide Lajolo con Leonardo Sciascia che qui si ripubblica. L'impegno politico, umano e sociale dei due scrittori, solidali su un fondo di valori comuni, vi trova un'espressione autentica, ben visibile nella diversità di carattere e di forma di intervento nella letteratura e nella politica.

 

I RAGAZZI DI REGALPETRA

di GAETANO SAVATTERI

Rizzoli Editore, 2009

“Una squadretta di assassini di Cosa Nostra, pronta a intervenire al bisogno, quando c'è da ammazzare qualcuno. Con una sola avvertenza: non si uccide di venerdì, perché è giorno di dolore”. Sono i ragazzi di Regalpetra. Quando l'autore legge questa frase in un atto giudiziario non crede ai suoi occhi. Anche lui è un ragazzo di Regalpetra. Anche lui è cresciuto ascoltando le stesse canzoni, rincorrendo lo stesso pallone, frequentando gli stessi bar. Ma lui non ha mai sparato.

Questo libro parla di quei ragazzi e di un paese, Racalmuto, in provincia di Agrigento, luogo natale di Leonardo Sciascia e sfondo di tante sue opere col nome di Regalpetra. Qui, negli anni Settanta e Ottanta, sono cresciuti insieme ragazzi che, come l'autore, hanno dato vita a un piccolo giornale, una palestra di impegno civile; e altri che invece hanno scatenato una sanguinosa guerra di mafia a partire dalla strage del 23 luglio 1991. Li conosceva Savatteri e diciott'anni dopo li ha cercati e incontrati di nuovo. Il risultato è un serrato faccia a faccia tra l'autore e Maurizio Di Gati e gli altri ex picciotti che, né ricchi né potenti, né famosi né imprendibili, hanno formato l'ossatura agrigentina di Cosa Nostra e oggi, reduci da lutti, galere e latitanza, hanno deciso di parlare. I ragazzi di Regalpetra è un libro sulle scelte che si consumano quando ciascuno attraversa la sua personale “linea d'ombra”. Una lente applicata a un microcosmo che si fa metafora per capire come e perché si imbocca la strada della violenza. Un omaggio non rituale a una maestro come Sciascia. Una storia che “a rileggerla, più che di mafia, sembra una trama di malinteso affetto fraterno”.

 

VERSO LA VACANZA – La morte di Sciascia

di MELO FRENI

Pungitopo Editrice, 2009 (2a ed.), Marina di Patti (www.pungitopo.com)

L'avverarsi di un avvenimento sollecita il ricordo di una recente lettura di un romanzo. L'avvenimento è la morte di Leonardo Sciascia, il romanzo è Il cavaliere e la morte, dello tesso Sciascia. La ricostruzione dei fatti, ai margini di un funerale, assume il valore di una cronaca letterariamente annunciata. Ma ci sono, in questa cronaca, particolari che inducono a riflessioni del tutto originali sulla fin troppo scontata personalità culturale e morale di Leonardo Sciascia. In tal senso, questo racconto lascia come il desiderio, o il bisogno, di una più completa considerazione dell'opera e del pensiero dello scrittore scomparso.

Il rapporto, ad esempio con Manzoni, che non fu secondario a quello dell'Illuminismo. E bastano, appunto, poche pagine a Melo Freni, per provocare, con sincerità ma anche con profondità, l'accertamento di una verità più vera, nei confronti dell'autore più vero dell'ultimo scorcio del '900.

 

LEONARDO SCIASCIA E LA GIOVANE CRITICA

di AGNESE AMADURI, CLAUDIA CARMINA, M.GIUSEPPINA CATALANO

ed. Sciascia, 2009 – Collana Fondazione Sciascia

 

LEONARDO SCIASCIA - UNA LETTURA PSICANALITICA

di TERESA SUERO

ed. Aletti, 2009  – Via Palermo, 27 – 00012 Villalba di Guidonia (Roma)

 

 

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