Porte Aperte

Porte Aperte

Leonardo Sciascia, che amava i buoni libri fatti bene, per oltre quarant'anni ha intrattenuto un dialogo quasi quotidiano con i propri editori. Questo capitolo della biografia di Sciascia, tra i meno noti, è ricostruito in questo libro attraverso l'esame di carteggi ricchi di notizie, opinioni, suggerimenti e spunti che permettono di conoscere meglio lo scrittore, le sue predilezioni, le sue motivazioni e posizioni nel contesto culturale.
Il quinto volume della serie “Le letture di Leonardo Sciascia” contiene sei saggi di Gian Franco Grechi, per la gioia dei lettori di Stendhal e Manzoni. I due scrittori non si conoscevano, ma Stendhal vive a Milano dal 1815 al 1821 («il periodo più bello della mia vita») immerso nello stesso ambiente nel quale ormai Manzoni è affermato protagonista. Numerosi i riferimenti al Manzoni negli scritti di questo periodo; un’attenzione particolare viene dedicata alle liriche manzoniane più che al romanzo. Tuttavia sia nei racconti che nella Certosa di Parma i riferimenti e gli echi manzoniani stuzzicano il lettore. Le spigolature…
Quarto della serie "Le letture di Leonardo Sciascia", il volume contiene diversi ritratti di scrittori francesi. Come afferma Leonardo Sciascia in La Sicilia come metafora, «Sul suo soggiorno parigino, Navarro ha scritto, con uno stile molto brillante, un libro intitolato Macchiette parigine; vi si trovano acuti giudizi su Stendhal (all’epoca ben poco letto fuori dalla Francia) e sulla maggior parte degli scrittori di quel periodo».
Per Giovanna Jackson «Leggere Sciascia è tornare alla concretezza, posare i piedi su terra ferma, dove la dialettica tra verità e menzogna resta sempre chiara»: un’esperienza inesauribile destinata a crescere con l’indagine e lo studio. L’italianista americana, cui si deve la precoce testimonianza dell’amore di Sciascia per l’arte, esplora il “labirinto” dell’autore, la sua poetica segnata dalla sicilianità e dall’eclettismo.La studiosa ne indaga le tematiche, i motivi ricorrenti, i legami con la letteratura manzoniana e pirandelliana, i rapporti con le arti figurative, suggerendo terreni inesplorati e problematiche aperte.
In questo libro si ripercorre, sul filo di una quantità di scritti sparsi, interviste, dichiarazioni e interventi parlamentari di Leonardo Sciascia, il percorso di un intellettuale coraggioso, dotato di grande rigore morale e civile.Uno scrittore, Sciascia, che rappresenta un esempio prezioso di coerenza e di civiltà: «Io mi sono sempre occupato di politica, e sempre nel senso etico» diceva Sciascia. «Qualcuno dirà che questa è la mia confusione e il mio errore: il mio voler cambiare la politica con l’etica. Ma sarebbe una ben salutare confusione e un ben felice errore se gli italiani vi cadessero». Questo libro documenta il…
Il "Paradosso sull’attore" di Denis Diderot è il primo libro “serio” che il giovane Leonardo Sciascia lesse durante gli anni di formazione a Racalmuto. Lo lesse nella traduzione che Alessandro Varaldo aveva realizzato nel 1909 per la Casa Editrice Sonzogno di Milano e che era la prima in lingua italiana.
La nuova serie della collana “Porte Aperte”, che prosegue la sua attività con la riproposta, a cura di Giuseppe Panella, di un importante romanzo utopistico del Settecento, l’Jcosameron di Giacomo Casanova, ha come obiettivo quello di raccogliere in una ideale “Biblioteca della Noce” le opere narrative, i saggi e i testi classici che furono particolarmente cari a Leonardo Sciascia.
La nuova serie della collana "Porte aperte" che si inaugura con queste straordinarie Lettere alla signora Z. di Kazimierz Brandys si propone di raccogliere in una ideale "Biblioteca della Noce" le opere narrative, i saggi e i testi classici che furono particolarmente cari a Leonardo Sciascia. Si tratta di opere spesso assenti da molti anni dalle librerie (come nel caso di queste Lettere di Brandys mai più ristampate dal 1964) o culturalmente rilevanti per poter comprendere e apprezzare il mondo morale e l’impegno letterario di Sciascia.
Questo libro raccoglie alcuni studi su Sciascia, autore che fortunatamente sfugge a inquadramenti critici troppo rigidi. I suoi testi, se letti senza pregiudizi, si sottraggono tenacemente ai tanti luoghi comuni che su di essi si sono stratificati negli anni.Giuseppe Traina ha provato in queste pagine ad analizzare la natura ‘coscienziale’ della scrittura poliziesca di Sciascia; Il Consiglio d’Egitto, il romanzo che molti considerano il suo capolavoro; il rapporto che nei suoi testi s’instaura fra metodo storiografico e invenzione letteraria; la sua presenza e persistenza al di là degli equivoci, degli usi e degli abusi, nell’attuale panorama letterario; e qualche altro…
Questo libro di Massimo Onofri aggiunge un nuovo interessante tassello al variegato universo degli studi sciasciani. L’autore, considerato uno dei massimi esperti dell’opera dello scrittore siciliano, affronta con rinnovata passione critica un argomento che, anche se scandagliato ampiamente in precedenza, si presta tuttavia a continue e sempre nuove interpretazioni. Le originali ipotesi di lettura delineate da Onofri rendono questo lavoro un imprescindibile punto di riferimento per meglio comprendere e interpretare l’opera e la figura di Leonardo Sciascia.
Ottobre 1997 Nell’intervista che Antonio Motta mi chiese nel 1994 sui miei rapporti con Leonardo Sciascia e che è stata poi pubblicata dall’editore Lacaita in un librettino dal titolo Un’amicizia, ci sono dei vuoti involontari, poiché, colto di sorpresa dall’intervista, sviluppata peraltro solo a voce, mi sono limitato a rispondere alle domande, senza aggiungervi altro. Senza neppure, come si suol fare, suggerire delle domande che avrebbero potuto implicare precise e più ampie risposte. Soprattutto su quei fatti che riguardano le giornate romane di Leonardo Sciascia delle quali sono stato spesso (e di molte sono rimasto) l’unico testimone e che quindi…
Nella prima parte del libro è ricostruito un episodio accaduto nel 1657 nelle carceri dell'Inquisizione di Palermo: l'aggressione e il mortale ferimento dell'inquisitore Juan López de Cisneros da parte dell'inquisito frate Diego La Matina.
Maggio 1995 Nel riordinare per due anni l'archivio del Partito Radicale a Roma Andrea Maori si è imbattuto in un cospicuo numero di interventi politici di Leonardo Sciascia. Solo una parte di essi - come gli interventi parlamentari di recente pubblicazione - era nota, mentre la maggioranza era per lo più sconosciuta.Da qui l'idea di un accurato saggio critico che, senza mai perdere di vista il lettore, perseguisse l'obiettivo dell'invito a meditare nuovamente sulle parole note, meno note, dimenticate o ignorate di Leonardo Sciascia.
Tra il 1995 e il 2008, le Edizioni La Vita Felice di Milano, in collaborazione con l’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, hanno pubblicato 13 volumi della collana “Porte aperte”, molti dei quali con un’edizione di testa contenente un’incisione originale, numerata e firmata. I volumi della collana, pubblicati con cadenza annuale e distribuiti nelle principali librerie, sono stati inviati in omaggio ai Soci Sostenitori dell’Associazione. Nella collana sono apparsi otto saggi originali di critica sciasciana e, nella sezione “Porte aperte - Le letture di Leonardo Sciascia”, cinque opere di autori cari allo scrittore, con l’obiettivo da un lato di dar conto…