QLS 2 La morte come pena in Leonardo Sciascia - 1997

QLS 2 Italo Mereu (a cura di): La morte come pena in Leonardo Sciascia - Giugno 1997 

Introduzione
di Italo Mereu

Questo seminario internazionale sulla morte come pena —organizzato dagli Amici di Leonardo Sciascia, con la partecipazione di rappresentanti del mondo artistico e letterario, di autorevoli studiosi italiani e stranieri —ha avuto la singolare coincidenza di svolgersi in un momento in cui, di nuovo, questo genere di pena esce da un periodo di tacita accettazione politica e di indifferenza sociale, per ricominciare a essere discusso —a livello nazionale e internazionale —dalle forze politiche e religiose che finora sembrava avessero manifestato un tollerante consenso alla sua applicazione. E il fatto che anche la chiesa cattolica —per bocca del cardinal Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio —si sia dichiarata disposta a cancellarla dal proprio ultimo Catechismo, ci pare un segnale importante in tale direzione. 

 

 

 

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LA MORTE COME PENA
da "Porte Aperte" all'abolizione
della Pena di Morte

a cura e con una introduzione di Italo Mereu

Quaderni Sciascia, II

176 pp. - L. 28.000

ISBN 88-7799-057-0

f.to 14 x 21 cm

giugno 1997

il libro:
Atti del seminario internazionale di studi
tenutosi a Firenze l’8 febbraio 1997
a cura e con un’introduzione di Italo Mereu
cura redazionale di Andrea Maori

scritti di:

Luisa Adorno, Viorica Balteanu, Sergio D’Elia, Joseph Farrell,
Valentina Fascia, Roberto Guidi, Leszek Kazana, Italo Mereu,
Guido Napoletano, Giuseppe Panella, Angelo Passaleva,
Ernestina Pellegrini, Gianfranco Rubino, Marc Verdussen,
Vincenzo Vitale 

Redazione: Paola Gerevini   

Prima edizione giugno 1997 

Proprietà letteraria riservata

© 1997 La Vita Felice® - via A.Tadino, 52 - 20124 Milano
tel. (02) 29524600 fax (02) 29401896
ISBN 88-7799-057-0

internet: http://www.lavitafelice.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Che poi questo seminario si sia svolto a Firenze —cioè nella capitale che prima in Europa, per volontà del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, ha abolito la pena di morte fra gli stati dell’ancien régime nel 1786 —accende la speranza che sia vicino il giorno in cui sarà realizzato finalmente quell’augurio, espresso da Pietro Ellero nel 1861, nel suo programma al "Giornale per l’abolizione della pena di morte": "Noi crediamo che quando tutti gli uomini saranno compresi d’orrore per la schifosa danza tra lo strangolatore e lo strangolato, che quando essi cesseranno per qualsiasi motivo di scannarsi l’un l’altro, l’umanità abbia progredito di un passo incommensurabile e sia dischiuso un avvenire insperato. Non basta diminuire le sanzioni e le esecuzioni capitali: non dovesse giustiziarsi che un solo colpevole sulla terra, ancora perdura un gran misfatto per l’umanità". 

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