Recensioni

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Il saggio di Salvatore Costanza Si agitano bandiere, Leonardo Sciascia e il Risorgimento presenta e commenta una rassegna di testi sciasciani, racconti, introduzioni, brevi interventi, che hanno come spunto narrativo eventi della storia siciliana della seconda metà dell’Ottocento.
Nel 1965 la Leonardo da Vinci Editrice di Bari pubblicava un volume di 222 pagine dal titolo Feste religiose in Sicilia. Gli autori erano Leonardo Sciascia, scrittore già molto noto grazie ai libri che aveva pubblicato fino ad allora – tra i quali Le parrocchie di Regalpetra, Gli zii di Sicilia, Il giorno della civetta, Il Consiglio d’Egitto, Morte dell’Inquisitore – e Fernando Scianna, un ventiduenne, sconosciuto fotografo di Bagheria. In effetti, il saggio dello scrittore di Racalmuto accompagnava le fotografie di Scianna.Sono trascorsi cinquant’anni – o è forse il caso di dire mezzo secolo? – e il giovanissimo fotografo di…
Un piccolo gioiello, questo «Sarde e altre cose allo zolfo», realizzato con cura e gusto dalle edizioni Henry Beyle. Si tratta di 49 paginette che inaugurano la collezione «Quaderni di cucina», elegantemente stampate su carta Erkall-Bütten, arricchite da una sovraccopertina su carta Ingres Fabriano carattere Garamond monotype corpo 11:  575 copie numerate, e in copertina una bella riproduzione di una ceramica policroma di inizio Novecento, manifattura siciliana. Un libro di formato esile, che ti rigiri tra le mani con delicatezza, timoroso di sgualcirlo, maltrattarlo. Ha le pagine intonse, nell'aprirle hai paura di compiere una violenza, l'operazione richiede attenzione, pazienza...
Questo volumetto contiene la trascrizione di una conversazione con lo scrittore, durata due intere giornate, nel 1978, quando Leonardo Sciascia aveva raggiunto il massimo successo letterario e partecipava anche alla vita politica. Gli argomenti sono i più vari: il potere segreto delle donne in Sicilia, la mafia, la vicinanza dello scrittore al Partito comunista clandestino, l’emigrazione, la crisi dei partiti, la sinistra che va verso destra; Moro, Andreotti; il «suicidio nella stupidità» dei giorni nostri, la pietà per i giovani in un mondo senza prospettive; i giornali e le false notizie, un contesto che non è più democratico, la crisi…
D’abitudine Leonardo Sciascia scriveva i suoi romanzi e le sue inquisizioni storiche l’estate, nella calma del suo “buen retiro” alla contrada della Noce, a Racalmuto: il paese dov’era nato, e dove sempre più amava tornare. Racalmuto, confidava, era per lui come una sorta di termometro: gli umori e il “sentire” della gente del suo paese gli consentivano di capire anche gli umori e il “sentire” dell’intero paese. Sbaglierebbe, tuttavia chi immagina uno Sciascia dedito tutto il giorno allo scrivere; tutt’altro. Le sue giornate erano scandite da frequenti incontri con amici che lo raggiungevano, “puntate” in paese o nei paesi vicini;…
È un’amicizia che si dipana attraverso 362 lettere scritte in oltre trent’anni, tra il 1951 e il 1988, quella tra lo scrittore calabrese Mario La Cava e il siciliano Leonardo Sciascia. Il primo risiede in un piccolo paese, Bovalino, sulla costa ionica; l’altro nella più terrigna Racalmuto, incastonata tra Canicattì, Favara, Raffadali, tra Agrigento e Caltanissetta. Sono lettere dal “centro del mondo”, come suggerisce il titolo della bella raccolta curata da Milly Curcio e Luigi Tassoni (Rubbettino editore, pp. 492, 17 euro). Già: perché Bovalino per La Cava, e Racalmuto per Sciascia sono, per l’appunto, “il centro del mondo”, del…
di Valter Vecellio Si tratta, evidentemente, di una presunzione. Ma sia che si tratti del nome del carpentiere che la costruì, sia che derivi dalla parola greca che corrisponde a “rapida”, a sottolinearne la “leggerezza” e la linea slanciata, o derivi dal nome della città dove si suppone sia stata costruita, c’è da credere che il nome sarebbe piaciuto a Leonardo Sciascia; anche perché nella collana adelphiana “La nave Argo” Sciascia si trova in compagnia di autori amati: da Alberto Savinio ad Anna Maria Ortese, da Georges Simenon a Ennio Flaiano. Il volume – primo di tre, un’opera che si…
Lo scrittore siciliano smaschera gli inquisitori dietro gli eretici. Un rimedio alle false certezze indiziarie dei fan dell’“Io so” di Guido Vitiello Io non so come Pasolini intendesse il suo «Io so». Ma dietro quella cupa requisitoria, quasi intonata a litania, mi piace immaginare una segreta risata: la risata di chi sta calando in tavola la carta del supremo bluff poetico, la folle millanteria di un barone di Munchhausen che si è afferrato da solo per il codino e si è issato sul tetto del Palazzo per accusarne dall’alto gli inquilini. lo so i nomi dei mandanti delle stragi, annunciava…
Organizzato dagli Amici di Sciascia in collaborazione con la Provincia di Firenze, lunedì 17 gennaio 2011 alle 17.30 è stato presentato nella splendida cornice di Palazzo Medici Riccardi, a Firenze - Via Cavour 3,  il libro di Emanuele Macaluso: Leonardo Sciascia e i comunisti (Feltrinelli, 2010).   Alla presenza dell'autore e di un folto pubblico, sono stati relatori d'eccezione, testimoni e conoscitori di quel periodo, quali Lino Jannuzzi, Achille Occhetto e Severino Saccardi; moderatore il Segretario degli Amici di Sciascia,Carlo Fiaschi. E' possibile vedere ed ascoltare gli interventi che Radio Radicale  ha registrato integralmente, cliccando qui.
In breve, i fatti.L’editore Sellerio pubblica, nel marzo 2003, un libro che raccoglie i risvolti e le note editoriali che Sciascia scrisse per la casa editrice palermitana durante la sua lunga e preziosa opera di consulenza. Il libro – uscito nella collana “La memoria”, collana tra le altre creata da Sciascia - s’intitola Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri ed è curato da Salvatore Silvano Nigro.Illustre è la tradizione degli scrittori che hanno operato nell’editoria - Vittorini e Calvino, per fare due nomi -; nella biografia intellettuale di Sciascia il lavoro editoriale ha avuto un rilievo…
Leonardo Sciascia, L’adorabile Stendhal (a cura di Maria Andronico Sciascia e con un saggio di Massimo Colesanti), Milano, Adelphi, 2003, pp. 225, euro 12,00 Chiamare predilezione quella di Sciascia per Stendhal è dire poco: tra gli scrittori il più amato, in una semplice parola - “adorabile” – l’autore di Todo modo ha concentrato il suo sentimento per il francese: “Può darsi che questa parola io l’abbia qualche volta scritta, e sicuramente più volte l’ho pensata: ma per una sola donna e per un solo scrittore. E lo scrittore – forse è inutile dirlo – è Stendhal”.                Per le amorevoli cure…
Pietro Milone, L’udienza – Sciascia scrittore e critico pirandelliano, Manziana, Vecchiarelli, 2002, pp. 271, euro 20,66||La sterminata bibliografia critica sciasciana si arricchisce di un libro davvero di gran pregio, a pieno titolo da inserire tra quei pochi che possono dirsi fondamentali in questo campo – è bene dirlo subito e perentoriamente, a parziale risarcimento di un’attenzione che non è stata pari a quella che il libro avrebbe meritato. Il tema affrontato da Pietro Milone è cruciale, oltre che riepilogativo dell’intera vicenda umana e letteraria dello scrittore di Racalmuto: il suo rapporto con Pirandello, contrastato dapprima, nel tentativo vano di sfuggire…
Paul-Louis Courier, Pamphlets, a cura di Giuseppe Caronna, trad. dal francese di AA. VV., Palermo, Edizioni della Battaglia, 2002, pp. 215, euro 15||Tornano finalmente in libreria, se ne sentiva da troppo tempo la mancanza, i Pamphlets di Courier - sommo grecista, ufficiale dell'esercito napoleonico, ricco possidente della Turenna (vignaiolo, egli amava definirsi), ma soprattutto libellista. Il merito di questo ritorno è delle Edizioni della Battaglia, che con questo libro ha scelto emblematicamente di aprire una nuova promettente collana, "I Cunei". Autore pressoché sconosciuto in Italia, dove i pochi che lo hanno letto molto lo hanno amato: Trompeo, Cajumi. Sciascia, più…
Recensione a "L'enciclopedia di L. Sciascia: caos, ordine e caso" pubblicata sulla rivista «Secondo Tempo» (Napoli, Marcus edizioni)
L’ultimo fascicolo della rivista di italianistica "La rassegna della letteratura italiana" (CIV, serie IX, n° 2, luglio-dicembre 2000) ospita nella Rassegna bibliografica (Novecento) una serie di recensioni e schede su articoli e libri di argomento sciasciano tutte a firma di Giuseppe Traina. Gli studi recensiti sono: Antonio Di Grado, "Quale in lui stesso alfine l’eternità lo muta". Per Sciascia dieci anni dopo, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 1999; Olivia Barbella, Sciascia, Palermo, Palumbo, 1999; Ottorino Gurgo, Sciascia, l’illuminista cristiano, Roma-Sulmona, Fondazione Ignazio Silone, 2000; Massimo Onofri, In nome dei padri. Nuovi studi sciasciani, Milano, La Vita Felice, 1998; Paolo Squillacioti, Giovanni Raboni…
Alberto Savinio, Dieci processi, Palermo, Sellerio, 2003, pp. 85, euro 8Nella collana "La memoria" dell'editore Sellerio è uscito un libro di Savinio particolarmente interessante - naturalmente, verrebbe da aggiungere a quanti conoscono il suo strepitoso talento; non molti in verità. Per decenni sull'autore (1891-1952) - e musicista, pittore, scenografo; fratello del più celebre Andrea De Chirico - è gravata una congiura del silenzio che proprio l'editore di Palermo aveva contribuito a infrangere, già negli anni Settanta, pubblicando alcuni suoi scritti grazie al diretto interessamento di Leonardo Sciascia, che per Savinio aveva una speciale predilezione - "il più grande scrittore italiano…