Sciasciana

Uno dei grandi meriti riconosciuti all’Expo di Milano 2015 è stato quello di aver posto l’Italia al centro dell’attenzione mondiale come Paese ideale per qualità della vita, bellezze ambientali e paesaggistiche, creatività, capacità tecniche e umane, ricchezza della biodiversità che si traduce in una vasta produzione di eccellenze agroalimentari. Una bella miscela, questa, come l’aveva definita il presidente del Censis, che ha come elemento unificante le radici della cultura contadina, in quella dimensione di raccordo tra memoria e futuro, nel rapporto tra antiche vocazioni e nuove frontiere della tecnologia.Ma la cultura contadina ha lasciato molte tracce materiali, ma pochissime parole.…
Il conte Giuseppe Greppi, diplomatico milanese, è il protagonista, insieme a un giovanissimo Ernest Hemingway, di una deliziosa nota di Leonardo Sciascia dal titolo “Quella sera, a cena con Stendhal”, comparsa su L’Espresso del 13 aprile 1986, nell’ambito della rubrica L’Enciclopedia. La nota è ora inclusa – con il titolo cambiato in “Stendhaliana” –, nell’antologia degli scritti di tema appunto stendhaliano, curata dalla vedova dello scrittore, Maria Andronico Sciascia (L’adorabile Stendhal, Adelphi, Milano, 2003).
  La descrizione esteriore Il primo personaggio femminile dell’universo letterario sciasciano di cui tratterò in questa rubrica è quello della giovane vedova Nicolosi, che il lettore incontra già nelle prime pagine de Il giorno della civetta (1961):
Negli anni ’40 e ‘50 del secolo scorso, molti lettori italiani cominciarono a prendere conoscenza della letteratura degli Stati Uniti, o comunque ad ampliare quella che già ne avevano, grazie all’antologia Americana, opera di Elio Vittorini. Tra loro ci fu certamente Leonardo Sciascia.
In un racconto di Stephen Vincent Benét intitolato Suona la campana della sera, sir Charles William Geoffry Estcourt, generale inglese in pensione, tra l’autunno 1788 e la primavera 1789 si trova a Saint-Philippe-des-Bains per passarvi le acque. Sedendo sulla passeggiata della località termale, gli capita di notare “un ometto corpulento, della mia età circa, che camminava su e giù, contegnoso, fra i tigli…”.
Curiosando sui siti per studenti (Studenti.it, Scuolazoo) nei giorni che precedono gli esami di maturità, ormai conclusi, si incontra il consueto tototema. Quest’anno tra gli autori possibili è comparso anche Leonardo Sciascia; per la precisione è stato annoverato tra gli «autori che non escono da tempo» (in realtà Sciascia non è mai “uscito”).
L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia è stata fondata il 26 giugno 1993, venticinque anni fa, nel corso di una riunione avvenuta nelle stanze del Centro Stendhaliano della Biblioteca Centrale di Milano. E proprio per solennizzare il primo quarto di secolo di vita del sodalizio, l’assemblea ordinaria dei soci del 2018 si è tenuta, lo scorso 7 aprile, nella Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, che appunto ospita la Biblioteca Centrale milanese.
Il mondo di Sciascia, quello letterario intendo, è popolato soprattutto da figure maschili, mentre quelle femminili non brillano quasi mai per virtù; tutt’altro: magari sono mantidi falsamente religiose, o madri gelose e soffocanti, o figurine sbiadite, poco interessanti, specie se l’osservazione del lettore si è fermata in superficie. Il suo mondo vero era, viceversa, popolato da donne, a partire dalle famose zie, presso le quali era la realtà esterna a essere riversata, con grande beneficio per l’acuto intelletto del ragazzo, che introiettava maestrie affabulatorie, constatando come da un nucleo di eventi si arrivasse a una narrazione più o meno avvincente…
Mi addentro nella lettura di Primo Levi e Leonardo Sciascia, e scopro altre analogie e corrispondenze sorprendenti, perfino evidenti, accanto a quelle nascoste e profonde sulle quali in questa rubrica si è già posta l’attenzione in un paio di occasioni. È certo che i due non si conobbero mai e la fonte è indiscutibile: parlando del suo episodico rapporto con i premi letterari e raccontando delle amicizie nell’ambiente, Levi afferma di stimare tra gli altri, Sciascia, sebbene non lo abbia mai conosciuto (intervista inedita del 1982, “Storia della mia vita”, pubblicata inRiga38e riportata su la Repubblica del 5 novembre 2017).…
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