Sciasciana

Alcune settimane fa, il 29 agosto, ricorreva il centenario della nascita di Ingrid Bergman, morta nel 1982 nel giorno del suo sessantasettesimo compleanno.   Come milioni di amanti del cinema, anche Leonardo Sciascia ne avrà apprezzato bellezza e bravura. E non si può nemmeno escludere che ne abbia anche scritto, in uno dei tanti articoli dispersi che scriveva per giornali e riviste. Di certo, in ogni caso, ha scritto di un uomo con cui l’attrice ebbe una storia d’amore, il fotoreporter Robert Capa: in una nota di Nero su nero, in cui parla di due fotografie scattate in Sicilia nell’estate del…
Molti dei libri di Leonardo Sciascia ricostruiscono vicende di un passato più o meno lontano, ne indagano i retroscena misteriosi e irrisolti con l’obiettivo di portare alla luce la verità dei fatti. Ma che cos’è un fatto per Sciascia?Il quarto capitolo dell’Affaire Moro si apre con una digressione in cui l’autore traccia una sorta di fenomenologia dell’avvenimento, un modello che pone alla base del suo metodo d’indagine:
Il capitano Bellodi, protagonista de Il giorno della civetta, non ha nome di battesimo.   Mai, nelle pagine del libro, l’ufficiale al centro della vicenda viene chiamato per nome e cognome: ma sempre “il capitano Bellodi”, o “il capitano”, o “Bellodi”. Nell’ultima scena del racconto, ambientata a Parma, nemmeno il suo amico Brescianelli, vecchio compagno di liceo e ora medico, lo chiama per nome. In effetti, lo nomina soltanto una volta, ma per presentarlo all’amica Livia Giannelli: “Il capitano Bellodi, che ti presento…”.
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