Sciasciana

Nello scorso settembre, discutendo con Sergio Piccerillo su come organizzare i testi da pubblicare nella homepage del sito, abbiamo pensato in un primo tempo di suddividerli in diverse sezioni, ognuna dedicata a un aspetto dell’opera e della personalità di Leonardo Sciascia: narrativa, saggistica, teatro, arte, cinema, politica, giustizia ecc. Ci siamo però subito resi conto che, per vari motivi che non è il caso di descrivere, questa scelta presentava varie controindicazioni.
   Abbiamo quindi deciso di limitarci a tre sole sezioni. Per le prime due, trovare i titoli e decidere i contenuti è stato molto facile. In Attività e notizie sarebbero andate le informazioni sull’attività dell’Associazione e le notizie relative ad eventi, anche non organizzati dall’Associazione, riguardanti comunque Sciascia. Nella seconda, Libri e recensioni, sarebbero state pubblicate recensioni o notizie su libri di o su Sciascia. La terza e ultima sezione, infine, avrebbe accolto tutto il resto, ovvero testi su aspetti particolari, curiosità, notizie su Sciascia, o che prendano spunto dalle opere sciasciane per metterne in rilievo temi scelti più o meno casualmente. Intitolarla Miscellanea non sarebbe stato improprio, ma al tempo stesso sarebbe stato piuttosto banale.

   Ho proposto Sciasciana. Il nome di una persona, latinamente aggettivato con l’aggiunta del suffisso “an” e della desinenza “a”, a formare una sorta di neutro plurale, indica l’insieme di documenti, libri, lettere, oggetti di o relativi a quella persona. Parole così costruite sono comuni anche in altre lingue. In inglese è infatti possibile imbattersi in Jeffersoniana, Shakespeariana, Victoriana, Washingtoniana ecc., mentre, per fare un solo esempio, Stendhaliana si chiamava una rivistina francese di curiosità stendhaliane, opera di un certo dottor Flandrin, il cui primo numero fu pubblicato, in pochissime copie, nell’agosto 1921 a Grenoble. Da un esemplare di questa plaquette, e da una postilla che vi trovò manoscritta, Sciascia trasse lo spunto per un delizioso articolo, pubblicato nella sua rubrica “L’enciclopedia” su L’Espresso del 13 aprile 1986, con il titolo Quella sera, a cena con Stendhal, poi confluito, appunto con il titolo Stendhaliana, nella raccolta postuma L’adorabile Stendhal (Adelphi, Milano 2003). E per restare nel campo delle riviste: Adelphiana è il nome di una rivista di cui sono usciti quattro numeri tra il 2002 e il 2005, e successivamente il titolo di un grande volume con cui la casa editrice Adelphi ha celebrato il suo cinquantenario (1963-2013). Sciasciana – nel significato di “miscellanea di testi su Sciascia” – mi è quindi sembrato un nome molto adatto alla rubrica del sito che si propone di raccogliere i testi più svariati su Leonardo Sciascia. Sergio Piccerillo ha accettato, ed è così che Sciasciana ha fatto la sua comparsa nel Leonardo Sciascia Web.
   Nei giorni successivi, la mia idea è stata – più che autorevolmente, direi – rafforzata e quasi autorizzata dal diretto interessato: da Leonardo Sciascia. Rileggendo a caso varie pagine di Nero su nero nel primo tomo – Inquisizioni e Memorie – del secondo volume delle Opere curate da Paolo Squillacioti per Adelphi, pubblicato nell’ottobre 2014, ho cominciato a (ri)leggere una nota che inizia così: “A Parigi, in uno di quei negozietti di rue de Seine che sembrano da niente e sono invece disordinatamente pieni di cose straordinarie, trovo una cartellina intestata a Pirandello che contiene quattro ‘pezzi’, uno dei quali indubbiamente eccezionale: una lettera, l’abbozzo o brutta copia di una lettera, un foglio d’appunti, un telegramma (non di Pirandello, ma a lui indirizzato).”
   Il testo occupa tre intere pagine del volume – dalla 973 alla 975 – e, come del resto molti altri, fu originariamente pubblicato come articolo di giornale. Nero su nero l’ho letto molte volte, e spesso lo riapro a caso, sia nella prima edizione (Einaudi, collana Gli struzzi n. 204, Torino 1979) sia nelle Opere a suo tempo curate per i Classici Bompiani da Claude Ambroise. Le Opere curate da Paolo Squillacioti hanno però un vantaggio: le preziose note che spiegano la genesi e la scrittura di ogni opera sciasciana. E infatti, a p. 1395, si apprende che il testo che inizia con “A Parigi, in uno di quei negozietti” fu pubblicato sulla terza pagina de La Stampa, il 17 novembre 1972. Quel che tuttavia mi ha sorpreso – quasi come un lampo nell’oscurità – è stato naturalmente il titolo: Pirandelliana.
   Si sa che di solito i titoli degli articoli li scrivono le redazioni dei giornali, in cui appunto lavorano anche i titolisti. Nel caso di questo articolo di Sciascia, tuttavia, non mi meraviglierei affatto se il titolo lo avesse inventato lui stesso. In ogni caso, Pirandelliana - Sciasciana mi sembra – anche se del tutto casuale, involontario e assolutamente imprevisto – un bell’accostamento: che forse non sarebbe dispiaciuto a Leonardo Sciascia, che in un’occasione scrisse o disse: “Pirandello, mio padre”.

Euclide Lo Giudice

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