Un aiuto alla memoria

Riportiamo il breve testo di Massimo Bordin, pubblicato su Il Foglio del 27 luglio 2017, nella rubrica “Bordin line”.

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Sciascia e i consiglieri di sinistra del Csm contro Borsellino

Nel 1986 il Consiglio votò per la nomina del magistrato a procuratore di Marsala. Solo in tre, su nove, furono favorevoli. Ma lo scrittore siciliano “pagò” per tutti

di Massimo Bordin

 

Fra le carte pubblicate dal Csm in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, una delle più interessanti è tutt’altro che inedita. Si tratta di un verbale di votazione sulla promozione di Paolo Borsellino a procuratore di Marsala nel 1986. Il dibattito che precedette il voto fu incentrato sul superamento o meno del criterio di anzianità, fino ad allora seguito dal Csm per le promozioni. Chi propose Borsellino sostenne che in quel caso andava fatta una eccezione per l’esperienza antimafia del membro del pool palermitano rispetto all’altro concorrente con più anzianità. Quella decisione fu criticata in un articolo sul Corriere della Sera da Leonardo Sciascia che per questo venne trattato come un fiancheggiatore, quanto meno oggettivo, della mafia. Molte voci di sinistra si levarono contro di lui. È interessante andare a vedere 30 anni dopo, mentre alla memoria di Sciascia si rimprovera ancora quell’articolo, come votarono i consiglieri riconducibili alla sinistra.

È presto detto, si divisero. Votarono sì a Borsellino Massimo Brutti, Gian Carlo Caselli e Carlo Smuraglia. Votarono no Nino Abbate, Pietro Calogero, Fernanda Contri, Vito D’Ambrosio. Si astennero Elena Paciotti e Giuseppe Borrè. Su nove consiglieri riconducibili all’area di sinistra solo tre votarono a favore di Borsellino, uno solo di loro era un magistrato, Caselli. Gli altri membri togati di Magistratura democratica si divisero fra chi si astenne e chi votò contro Borsellino. Uno di loro, Vito D’Ambrosio, è stato intervistato cinque giorni fa da Repubblica come sostenitore del pool di Palermo, come effettivamente fu, ma due anni dopo quel voto cancellato dalla stessa memoria che continua a dannare Leonardo Sciascia.

 

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È appena il caso di rammentare che l’articolo di Leonardo Sciascia cui fa riferimento Massimo Bordin è quello pubblicato il 10 gennaio 1987, sotto il titolo redazionale “I professionisti dell’antimafia”. Chi voglia leggerlo o rileggerlo – per farsi un’idea più chiara della polemica che ne seguì – può trovarlo, insieme agli altri scritti da Sciascia sull’argomento, in A futura memoria (se la memoria ha un futuro), ripubblicato recentemente da Adelphi a cura di Paolo Squillacioti.

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