L’attualità di Leonardo Sciascia. Programmi e obiettivi dell’Associazione.

Intervista al Presidente Renato Albiero

Sabato 23 marzo a Firenze, si è tenuta l’annuale assemblea degli “amici” dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia”: occasione per un bilancio delle attività in cantiere, di cosa e come si può operare per il futuro; tra gli obiettivi e le iniziative, raggiungere, entro la fine del 2013 almeno quota 100 associati. Sono state anche votate le cariche dell’Associazione, che, all’unanimità sono state tutte riconfermate: Presidente: Renato Albiero; componenti del Consiglio Direttivo Bruno Pischedda (vice-presidente), Carlo Fiaschi (segretario), Francesco Izzo e Sergio Piccerillo; tesoriere Federico Gianni; segreteria operativa: Penny Brucculeri. E al termine dell’assemblea abbiamo realizzato una chiacchierata con il Presidente Albiero

Buongiorno, Presidente…

“Ecco, cominciamo subito male…”.

Perché mai? Presidente lo sei, e al secondo mandato…

“Vero. Ma preferirei che mi si chiamasse Renato…”.

Presidente o Renato che sia, la recente assemblea dei soci degli “Amici di Leonardo Sciascia” ti ha confermato presidente, all’unanimità…

“E con me l’intero consiglio direttivo. Lo prendo come un riconoscimento del lavoro fatto, un attestato di fiducia che speriamo di continuare a meritare…”.

Cominciamo dall’inizio, se non ti spiace: presentati, con parole tue…

“Sono un medico, cardiochirurgo universitario nato e cresciuto nel Veneto, a Vicenza. Da Padova e Verona, dove mi sono formato professionalmente, sono sceso a Palermo dove ancora vivo. Fin dall’inizio ho imparato ad amare la Sicilia e per questo ho voluto esprimere in questa terra la mia professionalità godendo nel frattempo anche dei lati positivi che questa regione offre con la sua antica e profonda cultura. Senza strappare le mie radici venete mi piace considerarmi siciliano d’adozione”.

E l’incontro con l’Associazione degli Amici di Leonardo Sciascia?

“Il primo incontro e la mia adesione all’Associazione risale all’epoca della sua istituzione. All’inizio potevo essere considerato socio ma scarsamente attivo. Poi le varie iniziative hanno finito con il coinvolgermi direttamente. Devo dire che tra i “colpevoli” di questo mio progressivo coinvolgimento, ci sono gli amici stessi dell’Associazione, e in special modo il gruppo storico Francesco Izzo, Carlo Fiaschi e naturalmente chi come Penny Brucculeri ha portato innanzi con pazienza il non facile lavoro di segreteria operativa. Mi limito a questi nomi perché non posso citare tutti gli associati…”.

Sciascia…Immagino avrà giocato anche lui un ruolo…

“Naturalmente. Un uomo squisito e assolutamente fuori dal comune che ho avuto la fortuna di conoscere, di apprezzare e a cui chiedere anche consigli. Oltre a ciò ho potuto accedere alla sua opera, alle sue idee scritte e a quelle espresse e discusse con lui; posso dire che ancora oggi alla terza o quarta rilettura c’è sempre qualcosa di nuovo di più profondo che scopro…”.

Un esempio dell’attualità di Sciascia…

“Potrei farne a centinaia. Ma prendi per esempio “Todo modo” o se vogliamo il “Contesto”. Pensa, la prima edizione è del 1971, più di quarant’anni fa… vai in quella pagina dove l’ispettore Rogas è a colloquio con il presidente Riches, e il presidente espone la sua teoria della giustizia…”.

Pagina splendida e insieme terrificante…

“Dici bene: terrificante. Quella confutazione, non priva di una sua logica sia pur perversa di Voltaire e dell’ “Affaire Calas”, l’amministrazione della giustizia intesa e teorizzata come decimazione, il giudice visto come un sacerdote, quel paragone con il mistero della transustanziazione, per cui il sacerdote o il giudice possono anche essere indegni, ma il solo fatto che siano stati investiti dell’ordine fa sì che ogni celebrazione sia sacra. Per cui non è contemplato l’errore giudiziario… Quella pagina, se possibile, andrebbe scolpita, da insegnare nelle facoltà e nelle accademie del diritto…”.

Se posso aggiungere, c’è una non meno significativa pagina, quella dove Rogas parla con il ministro: “Voi sapete qual è la situazione politica… si può condensare in una battuta: il mio partito che malgoverna da trent’anni, ha avuto ora la rivelazione che si mal governerebbe meglio insieme al Partito Rivoluzionario Internazionale…”.

“Per non parlare poi di quella sorta di apologo finale, lo scrittore Cusan che parla con il vice-segretario del Partito, che gli dice non essere la verità sempre rivoluzionaria, e che occorre essere realisti…”.

Quello che chiami apologo, lo racconta Sciascia in un’intervista, gli venne detto da un dirigente dell’allora Partito Comunista…

“Si capisce bene che a tanti quel romanzo che Sciascia definì “una parodia” abbia procurato fastidio e irritazione. La lingua batte dove il dente più duole. E Sciascia sapeva battere in modo raffinato e tagliente”.

Sono indiscreto se dico che un ruolo l’ha avuto anche tua moglie, Carla Horat?

“Potrei cavarmela con la battuta di un celebre film di Sergio Leone: “Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono, a volte”. Carla, mia moglie, è un’artista che Sciascia apprezzava. Ha scritto sulle sue opere cose lusinghiere… a proposito di certe sue acqueforti le ha definite “nitide e misteriose”. Ma basta parlare di noi, non credi sia venuto il momento di parlare un po’ dell’associazione?”  

L’associazione è più che maggiorenne, essendo stata fondata il 26 giugno 1993 nelle stanze del Fondo Stendhaliano Bucci della Biblioteca Comunale al palazzo Sormani di Milano. E per merito di tutti i suoi soci e aderenti direi che si sia conquistata, in questi vent’anni, un posto d’onore. Perché non sono tante le associazioni capaci di fare tanto, e soprattutto bene: penso alla quantità di volumi, convegni di altissimo livello, manifestazioni, cartelle di artisti… un vero patrimonio su cui si potrebbe agevolmente organizzare una mostra…

“Aggiungi: contando sulle proprie forze, autofinanziandosi, cercando iniziativa per iniziativa, sponsor e sostenitori che non ne tarpassero autonomia, indipendenza e quindi libertà di scelta. Se avessimo avuto fondi e risorse come altre organizzazioni, garantite a prescindere da enti pubblici o para-pubblici, certamente avremmo potuto produrre di più. A scapito forse della qualità, e, probabilmente, della nostra libertà d’azione…”.

Questo fino a ieri. E da domani?

“Da domani un cartello ambizioso. Cominciamo con un ciclo di tre conferenze milanesi comprese sotto un unico titolo: "Io e Sciascia". Verranno messi a confronto lettori sciasciani provenienti dal mondo della letteratura, della scienza e del diritto in un ciclo di conferenze che si terranno a Milano a partire dal prossimo 4 aprile. Il programma lo si può reperire sul sito dell’Associazione. Qui mi limito a fare i nomi dei “lettori”: lo scrittore Andrea Vitali,Mauro Novelli, docente all’Università di Milano; il magistrato Erminio Amelio; Guido Vitiello, docente all’Università di Roma; l’astrofisico Giovanni Bignami e il “nostro” Bruno Pischedda. I temi vanno dai “luoghi” amati da Sciascia, Racalmuto innanzitutto, alla giustizia e la pena di morte, alla scomparsa di Majorana e il rapporto cultura-scienza-vita. Abbiamo già presentato a Firenze, ma lo presenteremo anche a Milano il primo volume delle “Opere” di Sciascia pubblicato da Adelphi e curato da Paolo Squillacioti. Con lui ci saranno Marco Belpoliti, Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Pinotti e ancora Bruno Pischedda”.

“Todo Modo”, la rivista pubblicata dalla casa editrice fiorentina Leo S. Olschki…

“Beh, questo è proprio un motivo di orgoglio. Senza nulla togliere al precedente editore, “La Vita Felice”, a cui dobbiamo molto e ha editato un gran numero di nostre pubblicazioni, con Olschki, abbiamo fatto un vero e proprio salto di qualità. Già il nome è una garanzia. La rivista poi – lo posso dire senza ombra di piaggeria – grazie al lavoro meticoloso della direzione editoriale composta da Francesco Izzo, Carlo Fiaschi e Mark Chu, in soli due numeri è diventata una vera e propria eccellenza. Stiamo curando il prossimo volume concepito in occasione del terzo Colloquium sulla religiosità in Leonardo Sciascia, i cui atti saranno presentati durante il quarto Colloquium) internazionale  che– a differenza dei precedenti – non avrà luogo a Palermo ma a Milano…”.

Milano era città amata da Sciascia…

“Anche per questo. Ma è anche il modo per celebrare il ventennale dell’Associazione. Quest’anno il tema prende spunto da un libro forse tra i meno conosciuti di Sciascia, ma denso e importante, il “1912+1”, il primo dei libri pubblicati presso Adelphi…”.

Già: il “dannunziano” e scaramantico 1912+1 e, anche, il 2012+1…

“Nel gioco dei numeri e delle evocazioni potremmo andare avanti a lungo. Ad ogni modo programma, relatori, significato del convegno basta navigare con pazienza nel nostro rinnovato Leonardo Sciascia Web e si trova tutto… Poi sono in cantiere altre iniziative, ma consentimi: per abitudine non vendo l’orso se prima non l’ho catturato. Per scaramanzia, parliamone in un altro momento, quando dalla fase progettuale si sia passati a quella più concreta…”.

Torniamo all’associazione: a parte un anno, il 2000, quando si registrò, seppure per circostanze che qui sarebbe lungo spiegare, il picco straordinario di circa duecento iscritti, si oscilla tra i novanta e i settanta

“E’ un po’ il punto dolente: al 31 dicembre 2012 gli associati erano 82. Come obiettivo per il 2013 ci siamo dati quota 100. Mi pare obiettivo realistico. L’iscrizione è un po’ cara, e in particolare in tempi di crisi come gli attuali: cento euro l’iscrizione “base”, trecento quella cosiddetta a “pacchetto completo”, che dà automaticamente diritto a una serie di vantaggi e pubblicazioni. Possono sembrare non pochi, ma si riduce al costo di un caffè al giorno, sacrificio, volendo, alla portata di tutti. A noi garantisce l’indispensabile indipendenza”.

Per andare nel concreto, di quanto si sta parlando?

“Poco e tanto insieme. Pensa che il bilancio preventivo del 2013 prevede per tutta questa serie di attività 22mila euro, che è una cifra irrisoria se comparata a quello che spendono altri sodalizi con una “produzione” nettamente inferiore per qualità e quantità. E comunque non è poco: letteralmente ogni euro è conquistato… Anche qui, per non annoiare: nel sito dell’associazione ci sono tutti i dettagli…”.

Ecco, il sito…

“Qui abbiamo fatto un bel passo in avanti, grazie al lavoro di revisione di Sergio Piccerillo ed Euclide Lo Giudice. E’ stata consolidata la struttura tecnica del sito, sistemato i vecchi contenuti, ne abbiamo aggiunti dei nuovi; e siamo al lavoro per assicurare nuovi servizi ed una struttura organizzativa, che attueremo un po’ alla volta: bisogna pur tener conto che tutto viene fatto su base volontaria, e ognuno di noi ha il suo lavoro, la famiglia, ecc. Comunque giorno dopo giorno i visitatori potranno constatare come il sito, il Leonardo Sciascia Web, sarà alimentato da nuovi contenuti, e naturalmente ci auguriamo che si potrà contare in breve tempo sui contributi di altri appassionati di Sciascia e le sue tematiche. Tra gli obiettivi che ci siamo posti quello di essere anche un “blog” dove chi vuole può intervenire, uno spazio di discussione libero. E forniremo anche “servizi”, come informazioni sulle produzioni attorno alla figura di Sciascia, articoli, schede. Insomma, un “luogo” dove studiosi, ricercatori, “dilettanti” in senso sciasciano potranno trovarsi, e reperire materiali e documentazione…Qui, davvero, mi investo del ruolo di Presidente, e a costo di apparire presuntuoso dico con sicurezza che chi aderisce fa lui un affare, è lui che ci guadagna”.

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