Carlo Fiaschi: il mio Sciascia, uomo dal profondo sentimento di giustizia

Qui di seguito l'intervista al nostro Carlo Fiaschi, condirettore di Todomodo e già segretario dell'Associazione, che interviene raccontando come tra i grandi scrittori del Novecento, Sciascia sembra essere quello che patisce meno l'usura del tempo. Lo scrittore siciliano ha lasciato una traccia indelebile nella storia della letteratura italiana, traccia forse ancora sottovalutata perché vittima di un cliché. Sciascia si porta dietro un'etichetta di mafiologo, di scrittore di mafia, che ne ha condizionato per molto tempo l'interpretazione. Importante è l'attività degli Amici di Leonardo Sciascia, sempre impegnata a far emergere la ricchezza del pensiero sciasciano, uomo consapevole della società in cui viveva, uomo connotato dal grande senso morale e civile nonché da un profondo sentimento della giustizia.


Al potenziale lettore giovane che volesse avvicinarsi agli scritti di Sciascia, Carlo Fiaschi consiglia Le parrocchie di Regalpetra, un testo in cui il nostro autore indica un mondo sociale, il mondo in cui aveva svolto la sua attività di maestro, un luogo dove gli spunti sociologici interessanti per un giovane lettore possono essere trovati nei piccoli fatti di vita quotidiana lì descritti, mai noiosi, sempre pieni di spunti. Regalpetra è la metafora non solo di Racalmuto, cittadina di origine di Sciascia, ma di molte altre realtà italiane di quei tempi.
Ad un lettore un po' più preparato e pronto, Carlo Fiaschi suggerisce di leggere L'affaire Moro, sia perché è un testo di formazione  che rappresenta bene tutto il resto dell'opera di Sciascia, sia perché in quest'opera sviluppa la sua concezione del "documento storico-narrativo".

 

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