Ricordando Salvatore Sciascia

In questo 2019 ricorre il centenario della nascita di Salvatore Sciascia.

Nato a Sommatino (CL) nel 1919, il giovane Salvatore Sciascia nel 1939 si stabilì a Caltanissetta, dove aveva studiato. E nel 1946 fu proprio in questa città, ancora sconvolta dalla guerra e in fermento per le lotte contadine, che Salvatore Sciascia aprì la libreria e un anno dopo iniziò anche la produzione editoriale. Uomo di cultura, personaggio estroso, geniale e con grandi doti organizzative e imprenditoriali, Salvatore Sciascia fece della libreria e della casa editrice un punto di riferimento importante per la cultura e l’economia Nissena, siciliana e poi anche nazionale, ma anche un luogo fisico dove si incontravano intellettuali e illustri personaggi.

 

In questi primi anni nasce e si sviluppa il rapporto con Leonardo Sciascia che aveva studiato a Caltanissetta e frequentava quella città dove cominciava a manifestare il suo talento letterario e il suo amore per la cultura. Ma tra i due Sciascia non c’era rapporto di parentela. Con l’editore Sciascia, Leonardo Sciascia pubblica le sue prime opere: “Il fiore della poesia romanesca”, con prefazione di Pier Paolo Pasolini, e il volume “Pirandello e il Pirandellismo”. Iniziò inoltre la prima collaborazione con l’editore Sciascia che nel 1949 diede vita alla rivista bimestrale di cultura “Galleria” che fu diretta fino al 1959 da Leonardo Sciascia. “Galleria” ospitò i più importanti nomi della letteratura italiana e straniera; preziosi furono le monografie dedicate ai poeti come Giuseppe Ungaretti, Aldo Palazzeschi, Umberto Saba, Georges Bernabos, Erza Pound, Jole Tognelli. Pregevoli i volumi d’arte, di pittura e grafica dedicati ai grandi pittori come Renato Guttuso, Carlo Levi, Bruno Caruso, Mino Maccari, Emilio Greco, Giuseppe Migneco, Alberto Savinio.

Nel 1954, alla rivista “Galleria”, si affiancano “I Quaderni di Galleria”, sempre diretti da Leonardo Sciascia, che ospita scritti e opere di Pier Paolo Pasolini, Alberto Bevilacqua, Roberto Roversi, Angelo Romanò, Giorgio Caproni, Elisabetta Barret Browning.

Tra le tante altre significative opere l’editore Sciascia pubblica “Banda municipale” di Rosso di San Secondo, il volume “Pirandello e la Sicilia” di Leonardo Sciascia; il libro “Questa mafia” dell’allora maggiore Renato Candida al comando del gruppo carabinieri di Agrigento (quel maggiore Renato Candida che ispirò Leonardo Sciascia nell’immaginare la figura letteraria del capitano dei carabinieri Bellodi del suo romanzo “Il giorno della civetta”).

L’editore Sciascia pubblicò anche una delle prime opere del poeta spagnolo Vicente Aleixandre, che fu premio Nobel nel 1977 per la letteratura. E persino una biografia di John Fitzgerald Kennedy, uscita prima della sua elezione a presidente USA, scritta dal giornalista italo-americano Philip Cordaro. Riprese e rilanciò le opere di autori siciliani dimenticati o bistrattati come Francesco Lanza, Nino Savarese, Alessio Di Giovanni, Lucio Piccolo, Luigi Russo, Vanni Ronsisvalle, Federico De Roberto, Giovanni Verga, Vitaliano Brancati. Altri grandi intellettuali italiani legarono il loro nome con opere pubblicate da Sciascia, come Bonaventura Tecchi, Ettore Paratore, Mario Petrucciani, Ferruccio Ulivi, Giorgio Petrocchi, Giovanni Getto, Valerio Volpini, Francesco Renda. Per qualche anno, l’editore si occupò anche di cinema, pubblicando i testi di alcuni importanti film del dopoguerra, come “Tutti a casa” di Luigi Comencini, “Il gobbo” di Carlo Lizzani, “Io amo tu ami” di Alessandro Blasetti, “Il giudizio universale” di De Sica e Zavattini.

Salvatore Sciascia, dunque, grande uomo di cultura, scopritore di talenti, vulcano di iniziative. La sua libreria e casa editrice furono una fucina culturale per Caltanissetta, per la Sicilia, per l’Italia. Un grande ingegno, il suo, che mise al servizio di quella terra e della comunità come imprenditore e nello svolgimento di incarichi pubblici e professionali; tra i numerosi incarichi ricoperti, Salvatore Sciascia fu presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, presidente della Associazione commercianti di Caltanissetta, consigliere di amministrazione in varie aziende, come l’Averna; vice presidente nazionale dell’associazione librai e consigliere dell’associazione nazionale editori.

Una vita intensa, tutta di corsa, quella di Salvatore Sciascia, che venne stroncata nel 1986 da un infarto. Una morte improvvisa, imprevedibile che fermò quel vulcano e le sue energie. Lasciò una grande eredità a cui hanno cercato di dare continuità, e degnamente, i due figli, prima Paolo e poi il più giovane Giuseppe. Attualmente è su Giuseppe Sciascia che grava tutta la gestione, e che si batte per mantenere viva l’attività della libreria e della casa editrice. Una battaglia solitaria, eroica, la sua, in una Caltanissetta sempre più povera e depressa (che proprio l’ultimo rapporto de “Il sole 24 ore” la pone in fondo alla classifica tra tutte le città italiane); lo stesso dicasi per la Sicilia.

Una lode, dunque, all’eroico lavoro di Giuseppe Sciascia che cerca di mantenere viva quella fiammella; e forse, a quella fiammella, a quella memorabile ed eroica storia di Salvatore Sciascia e della sua famiglia, dobbiamo guardare, per poter vedere scattare la scintilla della riscossa e per un possibile rinascimento.

Salvatore Vullo

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