Sciasciana

Sulla rivista L’Automobile, il 26 aprile del 1983, viene pubblicata una “quasi” intervista a Leonardo Sciascia, allora deputato alla Camera del Parlamento italiano. Si tratta più che altro di una conversazione tra lui e il giornalista Carlo Gregoretti in un giorno di primavera inoltrata, a Roma, durante la pausa dai lavori parlamentari. La trattoria in cui i due si incontrano è accanto al Pantheon. Sciascia è un cliente abituale, poiché “qui fanno bene la pasta”, soprattutto gli spaghetti alle vongole (con l’aggiunta di un po’ di cozze), e servono un gelato al pistacchio che ricorda il sapore della Sicilia e…
Leonardo Sciascia non sapeva guidare né, tantomeno, ebbe mai un’automobile. “L’automobile per me è il taxi, oppure quella degli amici – dichiarò in un’intervista comparsa su L’Automobile del 26 aprile 1983 –. La verità è che non ho mai avuto, nemmeno da ragazzo, la tentazione di imparare a guidare, di possedere quel certificato di maturità che per i giovanissimi è la patente di guida”.
Le interviste rilasciate da Leonardo Sciascia alle diverse testate durante tutto il corso della sua vita raccontano molto dell’uomo e dello scrittore. Il piacere di leggerle e di scoprire lati inediti e curiosi della sua personalità accompagna il lettore tra una domanda e l’altra, come accade anche per un’intervista al Corriere della Sera illustrato del 5 novembre 1977.
Da qualche anno, al loro arrivo a Donnafugata, stanchi e impolverati, il principe di Salina e la sua famiglia sono salutati dalle autorità del paese e dai suoni festosi prodotti dalla banda municipale e da varie campane. Alla cerimonia di benvenuto, peraltro piuttosto informale, fa seguito un Te Deum nella Chiesa Madre. Subito dopo, l’amministratore don Onofrio Rotolo accoglie “le Loro Eccellenze nella Loro casa”, e fa il suo rapporto al principe.
Giampaolo Pansa è uno dei più noti e, per certi aspetti, controversi giornalisti italiani. Nel 1987, fu tra coloro che metaforicamente fucilarono Leonardo Sciascia per l’articolo pubblicato il 10 gennaio sul Corriere della Sera con il famigerato titolo (redazionale) “I professionisti dell’antimafia”.
Il calzolaio di Messina è il quarto dei ventitré saggi raccolti in Fatti diversi di storia letteraria e civile – l’ultima sua opera che Sciascia poté avere, stampata, tra le mani – e si intitola come l’omonima tragedia di Alessandro De Stefani, rappresentata per la prima volta nell’aprile 1925 al teatro Odescalchi di Roma.
Gianluigi Melega (Milano, 1935 - Venezia, 2014) è stato uno scrittore, poeta, autore di libretti d’opera, giornalista (Il Giorno, Panorama, La Repubblica, L’Europeo), nonché deputato radicale dal 1979 al 1983. Insieme a Adelaide Aglietta e Marco Boato è stato uno dei soci fondatori degli Amici di Sciascia. Tra le sue opere ricordiamo Tempo lungo, Planetario privato, Viceversa. In Carnet di eresie radicali del 31 gennaio 1983 su Belfagor, rivista pubblicata da Leo S. Olschki Editore, Gigi Melega traccia un bilancio della sua esperienza politica e dei rapporti con i compagni di viaggio, all’indomani delle dimissioni da parlamentare. Nel suo racconto lucido,…
Qualche giorno fa ho estratto dallo scaffale un’antologia di testi di viaggiatori francesi sull’Italia, intitolata Italies. Anthologie des voyageurs français aux XVIIIe et XIXe siècles e pubblicata nel 1988, a cura di Yves Hersant, nella collana Bouquins dell’editore Robert Laffont.
L’intervista a Jean-Noël Schifano Noel Schifano: Io, Sciascia e Guttuso. La mia Sicilia dei maestri di Salvatore Falzone, su “la Repubblica” del 27 luglio 2015, è in realtà una doppia intervista. Potremmo dire, una metaintervista. E nell’incastro tra le domande che il giornalista pone allo scrittore francese di origini siciliane e il ricordo di un’intervista a Sciascia dello stesso Schifano, passa la Sicilia, la sua cultura, il suo retaggio, gli scrittori, gli artisti.
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