PICCOLI ACCORGIMENTI PER COSTRUIRE 'GRANDI' MAGISTRATI, PIÙ CONSAPEVOLI E UMANI In evidenza

di Francesca Scopelliti

Pubblichiamo di seguito il saluto di Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione internazionale per la Giustizia – Enzo Tortora e socia degli Amici di Leonardo Sciascia, alla presentazione della pdl Sciascia-Tortora tenutasi a Palermo il 19 gennaio 2026.

Cara Presidente, cara Simona,
avere un'occasione per venire a Palermo è sempre motivo di piacere e l'occasione di incontrare gli amici sciasciani siciliani lo è ancora di più, ma un impegno doveroso mi trattiene a Roma. Permettimi però di rivolgere un caloroso saluto ai tuoi ospiti.
Leonardo Sciascia che ci ha viziato con il suo - direbbe Tortora – parlare “schietto”, con il suo parlar chiaro, ha precisato che il magistrato deve essere una persona semplice, corretta e onesta. Quanti magistrati possiamo collocare in questa definizione? Tanti ma non tutti altrimenti non denunceremmo ancora oggi le disfunzioni della giustizia, il cruccio degli errori giudiziari, il dramma delle carceri e dei suicidi conseguenti.
Costruire quindi una riforma per la giustizia giusta diventa un obiettivo ambizioso e complesso ma anche necessario e urgente. Una riforma che ha già maturato 43 anni di ritardo se diamo come data di partenza quel 17 giugno 1983 in cui Enzo Tortora fu – innocente – arrestato.
Occorrono quindi riforme legislative per sanare quelle storture che hanno minato lo stato di diritto, ma occorrono anche riforme per migliorare la formazione di magistrati e giudici, per garantire che siano imparziali, competenti, giusti e indipendenti.
Con la sua formula educativa e conoscitiva, la pdl Sciascia-Tortora, interviene su questo tema e per quei giovani che vogliono diventare magistrati, propone lo studio della letteratura sciasciana che illuminerà la mente ma anche il cuore (a chi ce l'ha), così come la conoscenza del diritto penitenziario che permetterà di capire cos'è il carcere, destinazione inevitabile nel giudizio penale, ma soprattutto l'esperienza di vivere in un istituto penitenziario per 15 giorni e 15 notti che permetterà a quel giovane che ha vinto il concorso di capire ancora meglio a cosa si condanna un uomo o una donna, insomma un sano e necessario “conoscere per giudicare, vedere per condannare”.
Piccoli accorgimenti per costruire “grandi” magistrati, più consapevoli e umani. Proprio per questo la proposta di legge Sciascia-Tortora ha una sua valida ragione di diventare legge dello Stato. Questo il nostro auspicio.
Un cordiale saluto a tutti
Francesca Scopelliti