Ciclo di incontri “Genealogie indirette”: Sciascia, Cecchi, Borgese, Brancati, Croce

Con un ciclo di incontri originale e stimolante, che vedrà la partecipazione di italianisti, filologi, studiosi di estetica, e che partirà lunedì 26 settembre 2016 alle ore 17,30 alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4), si esploreranno i rapporti artistici e intellettuali tra Leonardo Sciascia e alcune personalità di spicco della letteratura italiana nella prima metà del Ventesimo secolo, alla ricerca delle reciproche assonanze e dissonanze. Si tratta forse di autori non particolarmente frequentati, ma meritevoli di una attenta lettura e di una riscoperta: Emilio Cecchi, Vitaliano Brancati, Giuseppe Antonio Borgese. Tre personalità sicuramente diverse, che esercitarono una notevole influenza su Sciascia, con particolare riferimento agli anni della sua formazione.

Cominceremo con il fiorentino Emilio Cecchi, fine critico letterario e anglista nonché cultore della prosa d'arte e del genere dell'elzeviro, per proseguire poi con due conterranei di Sciascia, ossia Vitaliano Brancati e Giuseppe Antonio Borgese: il primo, scrittore di fascinosa eleganza e acuto moralista, famoso sopratutto per «Il bell'Antonio» e «Don Giovanni in Sicilia»; il secondo, critico militante e accomunato a Sciascia dal culto di Stendhal, che in «Golia, marcia del fascismo» operò un' originale rilettura di secoli di storia italiana, individuandovi le radici di quella dittatura fascista, che lo spinse all'esilio negli Stati Uniti.

Il fil rouge che unisce queste tre figure è costituito dall'interesse per il pensiero politico liberale e dall'esigenza di misurarsi con esso: nel caso di Cecchi e Brancati, lo sguardo era forse più orientato al passato, rappresentato dall' Italia giolittiana (l' «Italietta», nella spregiativa definizione dei fascisti); Borgese, invece, era animato piuttosto, in particolare negli ultimi anni della sua vita, da una tensione visionaria e utopistica che guardava, naturalmente, al futuro, e che si concretizzò nella creazione di un «Comitato per formulare una Costituzione mondiale».   

Il ciclo si concluderà con l'evocazione della figura di Benedetto Croce, che restando fuori dall'Accademia, influenzò profondamente e per decenni la nostra cultura letteraria, storica e filosofica, costituendo anche un punto di riferimento imprescindibile per tutti i liberali che avversarono la dittatura fascista. Una figura, quella di Croce, che ha dominato la cultura italiana, e che è stata ben presente nel percorso di Cecchi, di Brancati e di Borgese, nelle forme di una fedeltà ideale che ha comunque conosciuto, sebbene per aspetti diversi, strappi e rotture. Una figura, però, che è sostanzialmente assente nell'opera sciasciana, salvo qualche spunto polemico, come se lo scrittore siciliano non avesse nutrito verso di essa una particolare ammirazione; e qui, considerata anche la scarsità di riferimenti nelle fonti, il ciclo si apre necessariamente ad una prospettiva di ricerca pura, sulle carte, sui documenti, e su quanto si sta procedendo ad ordinare grazie al prezioso lavoro di Paolo Squillacioti, curatore dell'opera completa di Sciascia per Adelphi.            

Un percorso pienamente novecentesco, fatto di analogie, corrispondenze e intersezioni, all'insegna di quel nesso tra politica e letteratura, e più in generale tra politica e cultura, che costituisce una linfa tra le più vitali di ogni sentire autenticamente liberale.

Il ciclo sarà ufficialmente presentato sabato 24 settembre alle ore 12 presso la sede del Comune di Sesto Fiorentino (piazza Vittorio Veneto 1), in una conferenza stampa a cui interverrà il Sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi.

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