Pino Di Silvestro In evidenza

Anche i grandi artisti muoiono come i comuni mortali.

All’età di ottantotto anni è morto a Siracusa Pino Di Silvestrro incisore, pittore, fotografo, scrittore e raffinato germanista.

Probabilmente era l’ultimo artista che usava il ‘torchio a mano’ per stampare le sue meravigliose incisioni.

La sua produzione artistica e letteraria è veramente immensa.

Nel 1978 pubblica il catalogo della sua mostra tenuta prima a Noto e poi a Siracusa con il titolo ‘Ortigia e gli Iblei.

A Ragusa, alla galleria il Gabbiano, nel 1980, espone le sue acqueforti e xilografie, con una bella presentazione di Enzo Papa.

Nel 1981 pubblica un catalogo della mostra organizzata dall’Istituto di cultura di Stoccarda in collaborazione con l’Ente provinciale per il turismo di Siracusa, in cui sono state esposte le opere incise dal 1974 al 1981.

Espone ancora le sue xilografie a Offenbach e a Milano nel 1986 e Franco Sciardelli gli pubblica il magnifico catalogo che ha il titolo ‘Le xilografie die Holzschnitte’ con un presentazione di Sebastiano Addamo.

In questo stesso catalogo Bufalino scrive : “Occorre una minima dose di lieta demenza, credo, per praticare l’incisione.

Chi dipinge o scolpisce ha davanti a sé un corposo nemico da vincere: la tela bianca, il blocco di marmo; ma l’incisore che, con uno strumento aguzzo, semina di impercettibili segni il rame, il legno, la pietra, è come se combattesse col vento, e gli abbisognano una mano paziente, una vista aquilina, uno scrupolo d’orologiaio per potere uscire vivo da un’impresa di così ostinato, meticoloso e crudele rigore. Alla quale può dedicarsi dunque solo chi abbia nel proprio sangue una goccia o due di follia: Pino Di Silvestro, appunto”.

E ancora in questo stesso catalogo Konrad Heldig scrive di Pino Di Silovestro: “Una volta, paradossalmente, egli così si espresse: ‘il segno come sogno e il sogno come segno’. Proprio questa inclinazione al gioco di parole, al calembour, al doppio senso, fa del suo dominio icastico, il marchio e la firma di uno spirito artistico e umano, meridionale, arcaico e retrospettivo”.

Nel 2000 espone, assieme a Lela Pupillo, i suoi lavori a Parigi in rue de Varenne.

Il catalogo porta il titolo ‘La lumière e les formes’ e una introduzione di Vincenzo Consolo dal titolo ‘Les epigraphes’.

Nel 1992 stampa, con il torchio a mano, 75 copie firmate di tre acqueforti per tre ‘storie naturali’ di Jules Renard.

Nel 1996 pubblica con Sellerio il libro “Le epigrafi di Leonardo Sciascia” con una prefazione di Vincenzo Consolo.

Le epigrafi di Sciascia sono incisioni che rappresentano i testi sciasciani.

Con una incisione Di Silvestro riesce a dire quello che Sciascia dice con un libro.
Con l’editore Lombardi pubblica “Augusto Von Platen a Siracusa” ‘La fine di un viaggio’
Illustra il XXXIV ciclo di spettacoli classici al teatro greco di Siracusa con due xilografie relative a “Le Coefere” di Eschilo e alla “Medea” di Euripide”.

Nel 2002 pubblica, con Rizzoli, il libro “La fuga, la sosta- Caravaggio in Sicilia” - con il quale si aggiudica la XVI edizione del premio letterario Racalmare-Sciascia città di Grotte, del 2003, presieduto da Vincenzo Consolo, con la seguente motivazione scritta proprio dallo stesso Consolo: “ Il romanzo narra della sosta a Siracusa del Caravaggio, fuggitivo da Malta.

Di Silvestro, ha scritto quest’opera con una puntigliosa ricerca di documenti inediti (raccolti nell’appendice del volume) che danno al romanzo l’aspetto della verosimiglianza, e con una fervida invenzione, in un forte contrasto tra luci ed ombre alla maniera caravaggesca, in uno stile ricco, articolato, non immune da un sicilianismo che nasce oltre che da una esigenza di colore storico, dalla legge dell’eufonia e dalla forza iconica del linguaggio”.

Nel 2007, con Baldini e Castoldi Dalai pubblica “L’ora delle vipere” che è uno spaccato drammatico del fascismo a Siracusa.

L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia ha pubblicato una sua pregevole incisione su una delle cartelle annuali prodotte dalla Associazione.

Nel libro “Nel paese di Cunegonda- Leonardo Sciascia e le culture di lingua tedesca” pubblicato da Leo S. Olschki a cura della Associazione Amici di L. Sciascia si trova un saggio di Di Silvestro dal titolo “Mi piacerebbe scrivere una prefazione sfiziosa”- ‘Sciascia e l’universo germanico’. L’immagine di copertina è tratta da una xilografia originale realizzata dallo stesso Di Silvestro intitolata L’offerta del diavolo.

Da quanto da noi scritto si evince che Di Silvestro è stato uno dei più grandi personaggi letterari della nostra isola con una dimensione europea.

Un letterato che ha avuto rapporti con il mondo artistico e letterario del suo tempo.

Negli ultimi tempi la sua Siracusa le è stata matrigna, ma noi, amici di Sciascia di Consolo, di Bufalino non ci siamo mai dimenticati di Pino di Silvestro e abbiamo esposto le sue opere a Grotte, a Racalmuto, ad Agrigento.

Avevamo ancora dei progetti in comune per portare le epigrafi di Sciascia nella casa natale dello scrittore di Racalmuto e per esporre le sue incisioni che per tutto il 2000 mandava ai suoi amici più cari. Speriamo di potere continuare il discorso con il figlio perché i grandi artisti non muoiono mai.

Grazie Pino. Ci ricorderemo sempre di te,
Agrigento, lì 1.10.2022

 - Gaspare Agnello