a cura di Albertina Fontana e Ivan Pupo, Firenze, Olschki 2019, 256 pp.

La dimensione cosmopolita del pensiero e dell’opera di Leonardo Sciascia è da tempo salda acquisizione dei suoi lettori e degli studiosi: tuttavia, alcune ricerche avviate recentemente, sia nell’ambito della collana «Sciascia scrittore europeo» promossa dagli Amici di Leonardo Sciascia presso l’editore Olschki, a cui appartiene il volume in esame, sia in altre sedi, stanno aprendo nuove prospettive, che consentono di apprezzarne tutta l’«ampiezza policentrica», per usare la felice definizione di Ivan Pupo (p. 108).

Nel paese di Cunegonda esplora l’area, poco indagata fino ad ora, dei rapporti e dell’interesse dello scrittore per la letteratura in lingua tedesca, aggiungendo un rilevante tassello alla conoscenza del suo universo culturale: interesse costante nel tempo, se la scoperta del romanzo di Joseph Roth, La marcia di Radetzky avviene per il vorace lettore quattordicenne già negli anni Trenta e l’attenzione per quel mondo si prolunga nel tempo; rapporti più complessi di quelli con le amate culture francese e spagnole, ma assai articolati e rivelatori.