«Il libro Cronachette, a me carissimo, mi fu regalato, anni fa, da un’amica italiana. Dal primo momento sono stato affascinato da questi gioielli, ma, nel corso della lettura, dovevo ammettere di aver capito al massimo la metà dei contenuti. Ho cominciato quindi, più tardi, con una traduzione sistematica, che mi costringesse a riflettere e a capire ogni singola frase. In seguito ho tradotto anche qualche altro testo del genere e soprattutto Morte dell’Inquisitore. Sono stato confortato nel mio lavoro dalla valutazione positiva di uno dei più celebri traduttori tedeschi, Burkhart Kroeber (traduttore di Calvino, Eco, Manzoni), ma, evidentemente, in questo momento non è facile trovare attenzione in qualche casa editrice tedesca».

Introdotta dai saluti di Giovanni Capecchi, italianista dell’Università degli Stranieri di Perugia, mercoledì 14 dicembre 2016, alle ore 16, a Perugia (Palazzina Valitutti, Sala docenti- Viale Carlo Manuali 3), si è tenuta, nell'ambito del ciclo «SCIASCIA SCRITTORE EUROPEO» organizzato dall'Associazione Amici di Leonardo Sciascia, presentato lo scorso 24 maggio da Ricciarda Ricorda, e proseguito il 22 luglio da Maria Teresa Giaveri, la conferenza su “Leonardo Sciascia e il mondo arabo”, con l'intervento di Francesca Corrao. Il ciclo si prefigge lo scopo di esplorare in profondità e far conoscere la vivacità dei rapporti intrattenuti dallo scrittore siciliano con culture e interlocutori di altri paesi, sfatando i luoghi comuni che troppo spesso lo relegano in una dimensione provinciale o in vieti clichés. Il ciclo si pone in linea di continuità con due pubblicazioni della omonima collana - curata dagli Amici di Sciascia in collaborazione con la storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki- rispettivamente titolati “Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella laica e libera Svizzera” (uscito nel 2011 a cura di Renato Martinoni) e “Sciascia e la Jugoslavia” (uscito nel 2015 a cura di Ricciarda Ricorda).

Venerdì 16 dicembre 2016, con inizio alle ore 17,30, a Firenze, presso il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux (Sala Ferri, Palazzo Strozzi- Piazza Strozzi 1) si è tenuto l'incontro “Leonardo Sciascia tra furbi, fessi e pesci rossi nell'acquasanta”, in cui è stato presentato il sesto volume di Todomodo, la rivista internazionale di studi sciasciani, diretta da Francesco Izzo e Carlo Fiaschi, pubblicata dalla storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki.

Venerdì 9 dicembre 2016, con inizio alle ore 17,00, a Roma, presso il Palazzo dei Congressi-EUR (piazzale Kennedy 1), nel corso della quindicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri, più liberi”, si è tenuto l'incontro “Mistero Sciascia?”, in cui è stato presentato il sesto volume di Todomodo, la rivista internazionale di studi sciasciani, diretta da Francesco Izzo e Carlo Fiaschi, pubblicata dalla storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki.

Pubblichiamo qui le foto della due-giorni sciasciana tenutasi venerdì 11 e sabato 12 novembre al Circolo dei Lettori di Torino.

Ai seguenti link potrete inoltre rivedere per intero la registrazione video delle due intere giornate, fornitaci come sempre dai gentili amici di Radio Radicale, che qui ringraziamo.

Prima giornata: 

https://www.radioradicale.it/scheda/491704/porte-aperte-leonardo-sciascia-e-il-cinema-1a-giornata

Seconda giornata: 

https://www.radioradicale.it/scheda/491705/porte-aperte-leonardo-sciascia-e-il-cinema-settimo-colloquium-2a-ed-ultima-giornata

L'Associazione Amici di Leonardo Sciascia ringrazia infinitamente gli organizzatori, i collaboratori, i relatori, i rappresentanti delle istituzioni, i soci intervenuti, ma soprattutto il pubblico numeroso e appassionato, per la grande partecipazione.

Si ringrazia anche il Circolo dei Lettori di Torino per la magnifica location e per il supporto tecnico.

Gli Amici di Leonardo Sciascia vi attendono alle loro prossime iniziative e vi rimandano all'ottavo "Colloquium", che si terrà a Firenze a novembre 2017.

La riedizione del libro "Questa mafia" di Renato Candida (Salvatore Sciascia editore) è stata presentata Venerdì 18 Novembre 2016 alle ore 18 presso il Polo del '900, in Corso Valdocco 4/A a Torino. 
L'evento è servito anche a ricordare l'autore del libro, il generale dei Carabinieri Renato Candida, nel centenario della sua nascita: una grande storia umana, civile, letteraria che si intreccia con quella dello scrittore Leonardo Sciascia e dell'editore Salvatore Sciascia.
Sono intervenuti Marcello Bergamini, Vice Comandante Carabinieri Legione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta; Marco Brunazzi, Vice Presidente dell'Istituto Salvemini; Luigi Carassai, Presidente Associazione Amici di Leonardo Sciascia; Sergio Soave, Presidente del Polo del '900; Valter Vecellio, giornalista RAI; Mauro Laus, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte. Moderatore: Salvatore Vullo.
Era presente eccezionalmente la famiglia del Generale Renato Candida, che ha ricevuto una targa alla memoria.
Altri dettagli sono indicati nella locandina allegata.
Anche  questa settima edizione del Colloquium, come ormai dal 2013, si conclude con la sessione Juniores, uno spazio in cui alcune classi delle scuole superiori del territorio sede del convegno propongono i loro elaborati. L'aver esteso la partecipazione al Colloquium agli studenti, non solo come spettatori, ma come parte attiva negli interventi è il segno della volontà dell'Associazione di diffondere la conoscenza e la lettura delle opere di Sciascia tra i giovani. Sciascia stesso, come si legge in alcuni degli scritti raccolti nel volume che dà il titolo a questa sessione (Per un ritratto dello scrittore da giovane, Adelphi, 2000) sollecitava a scoprire, o a riscoprire, come nel nostro caso,  i validi scrittori. E questo insegnamento mostra la sua efficacia proprio con le opere di Sciascia che, proposte ai giovani lettori e opportunamente introdotte dai loro bravi insegnanti, riscuotono sempre un grande interesse:  per la loro alta tensione morale, per il giudizio lucidamente critico, per la elegante chiarezza dello stile. E' stato così anche per i ragazzi dell'IPS "Giuseppina Colombatto" di Torino: la IV B e la IV N sin dall'apertura dell'anno scolastico hanno analizzato, guidati dalle loro insegnanti Elisabetta Scotti e Maria Clotilde Peyron, alcune opere e alcuni film sciasciani per produrre, come era stato loro richiesto per questa edizione (il tema del Colloquium riguarda, appunto, il cinema e le immagini),due elaborati multimediali in cui attraverso un originale montaggio  di immagini, di brani di film,di citazioni dalle opere sciasciane, vengono affrontati due argomenti di urgente attualità:   quello dell'emigrazione e quello della produzione agricola e alimentare. 
Ma altri giovani hanno nel frattempo riflettuto sul rapporto tra Sciascia e il cinema: è  la classe II A del liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Terracina. L'interessante intervista immaginaria a Leonardo Sciascia e Elio Petri  che i ragazzi, guidati dallo loro valente insegnante - e nostra associata - Roberta De Luca,  hanno "filologicamente" costruito, viene qui pubblicata nella sezione Scuola, al link La parola agli studenti. Sullo stesso link compariranno poi  i due video presentati  al Colloquium dagli studenti torinesi. 

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia- Cecchi, Brancati, Borgese- Croce» si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì 27 ottobre 2016 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Tra assenze e presenze: Sciascia e Croce».

Il quarto e ultimo incontro del ciclo si differenzia nettamente dai precedenti: nel corso di questi ultimi, abbiamo discusso di tre presenze fondamentali nell'opera sciasciana, anche e sopratutto per ciò che ha riguardato la sua formazione di letterato e la sua idea di moralità.

Il ciclo «Genealogie indirette. Sciascia- Cecchi, Brancati, Borgese- Croce» è proseguito giovedì 13 ottobre 2016 alle ore 17,30 presso la Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino (piazza della Biblioteca n. 4, sala Meucci), con l'incontro «Ritratto e autoritratto: Sciascia lettore di Borgese e il mito di Golia».

Leonardo Sciascia percepì sempre un'affinità profonda con la personalità di Giuseppe Antonio Borgese (Polizzi Generosa 1882- Fiesole 1952), sia sotto il profilo letterario che sotto quello intellettuale e morale. Li accomunava innanzitutto l'intensa passione per l'opera di Stendhal: Sciascia annoverava lo scrittore di Polizzi Generosa tra gli «stendhaliani di Sicilia» e ricordava come la Biblioteca romantica edita da Mondadori (cinquanta classici della letteratura mondiale tradotti da scrittori italiani) si aprisse proprio con «La chartreuse de Parme», ossia con l'opera da cui Sciascia iniziava le sue cicliche letture di Stendhal. Sciascia, proprio come Borgese, non riusciva ad appassionarsi agli angusti spazi di Proust, e arrivò anche a sostenere, perentoriamente, che «chi ama Stendhal non può amare Proust». Ma lo scrittore di Racalmuto era affascinato anche e soprattutto dalla concezione che della letteratura aveva il suo conterraneo, ossia «una sintassi- parola che gli era cara- della vita, del mondo, dell'uomo, di tutti gli uomini» come lo stesso Sciascia scrive in «Cruciverba».

Giovedì 6 ottobre a Macerata, presso la Biblioteca Statale in via Giuseppe Garibaldi 20, si terrà la presentazione del volume "Fine del carabiniere a cavallo" di Leonardo Sciascia.

Interverranno Paolo Squillacioti (Istituto Opera del Vocabolario Italiano - Amici di Leonardo Sciascia) e Massimo Raffaeli (critico letterario).

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