Memoria su rame

E’ un piccolo ritratto di Leonardo Sciascia, intenso, scavato a fondo e posto, dalla nostalgia dell’artista amico, dietro la grata leggera di una quadrettatura che lo fa sembrare lontano, irraggiungibile.

Mi colpì alla mostra di Guccione l’estate scorsa, pur così piccolo, in bianco e nero, fra grandi e splendidi quadri tutti cielo e mare nell’ultimo barlume del crepuscolo, e mi riportò alla mostra di tanti anni fa in cui incontrai Sciascia di persona.

Ero seduta da una parte, ad aspettare un’amica che tardava, quando lui entrò. Gli si fecero tutti intorno e lo tallonavano anche mentre sfilava davanti ai quadri ; questo non gli impediva, però, di gettare rapide occhiate di curiosità su di me e sul catalogo di un incisore dell’Est che avevo in mano, proprio quel Pilecek di cui aveva scelto un’acquaforte per la copertina di Nero su Nero.

Quando, un attimo, restò solo e ne incrociai lo sguardo mi alzai, gli andai incontro e "Lei non mi conosce" gli dissi "ma molti anni fa mi scrisse una lunga generosa lettera per un mio libro."

I pomeriggi di via Mazzini

Intervista a Maurilio Catalano   Credo che tutte le città italiane abbiano una strada o piazza intitolate a Giuseppe Mazzini: Palermo non fa eccezione. La via Mazzini di Palermo annovera tra i suoi abitanti la galleria Arte al Borgo, gestita e diretta da Maurilio Catalano, artista e docente presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo. È da lui che mi sto dirigendo in questo caldo pomeriggio dell'estate 2007.Il motivo di questa visita è Leonardo Sciascia. Maurilio mi attende all'interno. Saliamo su un soppalco. Rivivo con lo sguardo l'interno della galleria con il suo arredamento e nitido riappare il ricordo, anche visivo, dei pomeriggi in cui quella stanza spontaneamente si trasformava in un salotto culturale e artistico sotto la bacchetta di un grande uomo e maestro.Ed eccoci a conversare con Maurilio, in un clima affollato di ricordi soffusi di nostalgia.

Sciascia e l'incisione: l'attimo fuggente fermato sulla carta

Ho imparato a conoscere Leonardo Sciascia spulciando nel prezioso "Schedario" di Arnoldo Ciarrocchi. Prezioso non solo per ricostruire la storia delle sue incisioni, dal 1938 al 1992, quanto per le annotazioni che ad occhio inesperto potrebbero apparire maniacali se non inutili.

Ciarrocchi, scheda per scheda, seguendo i suggerimenti del C. A. P. [Carlo Alberto Petrucci], Direttore della Calcografia Nazionale, non annota solo il titolo, l'anno, le misure della lastra, gli stati e la tiratura in 16 o in 24 esemplari, qualche volta in 40, che solo raramente avrebbe completato, ma accanto ad ogni copia scrive il nome dell'acquirente e, in più occasioni, il giorno della consegna e la somma ricevuta. E così sappiamo che, nel 1952, il 28 marzo, Sciascia riceve, per cinquemila lire, l'esemplare 31/100 della serie Aria di Roma, del 1950; nel 1953, il 19 giugno, per diecimila lire, l'esemplare 17/40 de Il cortile delle monache (per alto), del 1939, il 3/VI dell'Autoritratto dietro lo specchio, del 1952, e i1 4/XX del secondo stato di Paese inciso lungo la Nazionale con un alberello o La stradina bianca, del 1950; nel 1954 una prova de I poveri che mangiano i bruscolini, del 1949; nel 1956, il 9 settembre, un s.[enza] n.[numero] di Alberi lungo il Chienti, del 1947; nel 1971, poco prima di Natale, il 3/18 di Susy, il 4/16 di Giuliana G. senza mani, l'1/6 della puntasecca Ritrattino di Maria Luisa, incise proprio quell'anno.

Notizia

Il linguaggio di Antonino Cremona è una sorta di patois girgentano fortemente personalizzato, che consente di sfogare un estro scapigliato e tenero insieme, soprattutto nei casi in cui esso viene applicato a tematiche amorose e soggettive o quando si volge a delicati affondi descrittivi (Occhi antichi, 1967).
Così la critica più autorevole (Il secondo novecento, Storia della Letteratura Italiana, diretta da Enrico Malato, Salerno Editrice, Roma, 2005, Vol. IX, Parte II, pag.1354) su una figura d’eccezione nella cultura italiana.
Coetaneo di Sciascia (che lo annovera tra coloro che lo avevano aiutato nell’impresa di Morte dell’inquisitore), redattore italiano della parigina Revue des lettres modernes, traduttore di Lorca, Heine, Machado, Eliot, poeta, saggista, prosatore e autore di teatro, avvocato civilista di professione, Antonino Cremona aveva scritto per noi - poco prima della scomparsa avvenuta il 24 settembre 2004 - due testi che qui con viva commozione si pubblicano. Alla testimonianza espressamente dedicata all’arte (Stampe con appassionamento) non abbiamo saputo resistere alla tentazione di aggiungere l’altra (Sciasciana) che, per il gioco del caso, diventa anticipazione di “Sciascia da giovane”, testo inedito che gli Amici di Sciascia daranno presto alle stampe per l’affettuosa curatela della figlia dell’autore, Ester , alla quale va la nostra gratitudine.

Francesco Izzo

Entre nous

Caro Michel,

appena un anno è passato dalle causeries in rue Lemercier.
Scartabellando tra memorie di carta, accanto ad un sognante Federico Fellini, tra Ignazio Silone, Carlo Levi, Italo Calvino, e tanti altri ancora, ecco spuntare le immagini di un Leonardo Sciascia di trent’anni fa.

Colpo di fulmine.

Breve il passo successivo: il progetto che si avvia, la passione che si accende e infonde energia alle riflessioni, fino all’ effimera vittoria del nero sul bianco, malgrado tutto.

“Con te si può solo cedere, se no ci sarebbe da ammazzarti”.
Mi hai graziato.

I testi ci sono e le immagini pure: la memoria è salva .

 

Francesco

Sciascia, amateur d'estampes

Diceva spesso Guttuso di amare tutta la pittura come l'ubriacone ama tutto il vino. Il medesimo avrebbe potuto ripetere di sé Leonardo Sciascia nei confronti dell'incisione: tanto egli era, come amateur d'estampes; indistinguibile da quelli che Honoré Daumier rappresenta, ora in piedi ora seduti, intenti a osservare con una mite follia nelle pupille un foglio testé uscito dal torchio o scelto da un grande mucchio. Era una passione, la sua, benché assoluta, di benevola latitudine, sì da allargarsi a comprendere parecchi territori limitrofi: film muti, vecchie fotografie, manifesti d'una volta... tutto quanto, insomma, è figura minore e segreta del mondo, alfabeto di segni più che di colori. Non che ai colori lo scrittore fosse insensibile, ma forse un poco lo disturbava la loro presunzione di farsi immagini speculari e vicarie della realtà più diurna, quella che ogni mattina affrontiamo, svegliandoci, nel vano di una finestra...

Meglio, al suo pudore altero, si confacevano i complotti di bianchi e neri che un bulino sommessamente intrattiene fra i margini di un'acquaforte, là dove la vista fa presto a diventare visione, se non visibilio. Qui egli sperimentava un'astrazione totale, una sorta di sfinimento contemplativo, non esente da qualche tremore, che manca poco rassomigliasse a un'estasi religiosa...

Elisabetta Catalano Leonardo Sciascia bn 1984 scaled

Come aderire all’Associazione Amici di Leonardo Sciascia:

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«PACCHETTO COMPLETO» - 300,00 €

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  • L’edizione di testa (circa 100 copie numerate) della rivista annuale «TODOMODO» arricchita da un’incisione sciolta, inedita, formato 17 x 24 cm, numerata e firmata;
  • La cartella di grafica della collana «OMAGGIO A SCIASCIA» contenente un’incisione sciolta, inedita, formato 35 x 50 cm, in tiratura numerata e firmata (tirata in circa 100 esemplari);
  • I nuovi volumi delle collane editoriali SMARA e SCIASCIA SCRITTORE EUROPEO arricchiti da un’incisione sciolta, inedita, formato 17 x 24 cm, numerata e firmata;
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  • condizioni agevolate su tutte le Pubblicazioni arretrate disponibili (Porte aperte e Quaderni Leonardo Sciascia). 

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